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Fermana, il "sindaco" Sansovini pronto alla sfida dell'ex contro il Teramo: "Per me è una partita come un'altra, va approcciata come qualsiasi sfida importante"

E' lui il grande ex della sfida di domani tra Teramo e Fermana: Marco Sansovini, per tutti il Sindaco, soprannome affibbigliatogli dai pescaresi. 

Fermana, il

Una vita tra i professionisti, ben 565 presenze tra C2, C1 e B e 160 gol all'attivo. A poche ore dal match contro il Teramo, il Sindaco dice la sua sulla gara di domenica: "Per me è una partita come un'altra - esordisce -  a Teramo è stata una parentesi di un anno e la sfida va approcciata come qualsiasi gara importante".

 

Il nome di Sansovini è legato indissolubilmente a quello del Pescara, i cui tifosi hanno un rapporto di amicizia con i supporters gialloblù: "Se i miei ex tifosi verranno a sostenermi non potrei che esserne contento. Pescara è la città in cui abito e che mi ha accolto a braccia aperte e vederli sarebbe uno stimolo in più, anche se quando si va in campo esistono solo 22 giocatori che scendono sul rettangolo verde e giocano a calcio".

 

A proposito della compagine avversaria: "Mi sembra una squadra rinnovata rispetto allo scorso anno, più fisica, brevilinea, tecnica ed imprevedibile che ci darà filo da torcere". A Teramo l'attaccante romano ritroverà la coppia centrale difensiva Caidi-Speranza: "Sono i due centrali storici del Teramo che avevano vinto un campionato (2014/15, poi revocato). Sono due ragazzi fantastici e due ottimi calciatori per la categoria, alti, molto strutturati, soprattutto Caidi, molto bravi nelle palle aeree e complementari perchè si conoscono molto bene e giocano insieme da tanti anni. Sicuramente avranno le armi per fermarmi perchè mi conoscono e sarà comunque una bella battaglia perchè entrambe le squadre hanno giocatori che possono incidere sulla partita. Siamo un gruppo che non si è montato affatto la testa, che lavorava serenamente anche dopo la sconfitta a Ravenna, quando sono arrivato io. Essere bravi vuol dire continuare a lavorare così, è il campo che parlerà. Non dobbiamo pensare nè alla classifica generale nè a quella cannonieri; dobbiamo lavorare bene durante la settimana e portare più punti possibili a casa partita dopo partita. Fare il bilancio dopo 5 gare non è possibie per un addetto ai lavori".

 

Infine, la chicca sul numero di maglia. "Non sono scaramantico. Io stesso sono nato nel giorno 17 (il 17 giugno 1980)! E' stata la mia figlia maggiore a sceglierlo. E' lei che decide il mio numero da indossare".

 

INFORTUNIO A MASSIMO D'ANGELO

A seguito di visite specialistiche e di esami diagnostici e strumentali effettuati ieri da Massimo D'Angelo per valutare la stabilità dell'articolazione del proprio ginocchio, si è reso necessario un ulteriore approfondimento nell'arco dei prossimi giorni al fine di avere un quadro definitivo della situazione.

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Data pubblicazione : 30/09/2017 11:21
Scritto da : Redazione
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