Politica
Porto Sant'Elpidio, il momento della scelta si avvicina: i candidati sindaci a confronto per l'ultima volta in un Teatro delle Api stracolmo. LEGGI TUTTE LE RISPOSTE

Un Teatro delle Api pieno in ogni ordine di posto (e anche oltre, tanta infatti la gente assiepata in piedi sulle scale) ha assistito ieri sera al quarto confronto tra i cinque candidati sindaci di Porto Sant'Elpidio, quello organizzato congiuntamente dagli organi di informazione locali.

Chi si aspettava un dibattito “pepato” a ormai pochissimi giorni dall'appuntamento elettorale di domenica è però rimasto deluso: non sono ovviamente mancati frecciatine e botta e risposta, con i candidati che hanno fatto ampio uso dei tre diritti di replica da 30 secondi loro concessi, ma i toni sono rimasti sempre estremamente civili e anche il pubblico si è davvero scaldato solo su poche questioni.

Un confronto quindi senza eccessi, nel solco di quanto avvenuto in quelli precedenti all'interno di una campagna elettorale che si è fin qui dimostrata probabilmente meno infuocata di quello che sarebbe stato lecito attendersi nei mesi precedenti: da questo punto di vista, quindi, un plauso va ai cinque candidati che stanno cercando di superarsi l'un l'altro più sul piano delle idee e dei programmi che su quello della sterile polemica.

Porto Sant'Elpidio, il momento della scelta si avvicina: i candidati sindaci a confronto per l'ultima volta in un Teatro delle Api stracolmo. LEGGI TUTTE LE RISPOSTE

Giovani

Il dibattito comincia con una domanda sui giovani e su cosa occorra fare per permettere loro di costruirsi un futuro a Porto Sant'Elpidio. “I giovani sono il primo motivo per cui ci siamo calati in questa avventura” - risponde Alessandro Felicioni, secondo cui è importante accompagnare il loro percorso di formazione e agevolarli ad aprire attività in città.

“Un aspetto prioritario che va declinato in maniera diversa a seconda delle varie età” - esordisce invece il sindaco uscente Nazareno Franchellucci, che ricorda il lavoro della sua amministrazione sulla biblioteca, che raccoglie più di 6mila presenze all'anno, sottolineando al contempo come lo sviluppo del turismo abbia permesso a tanti di trovare un'occupazione proprio in quel settore.

Secondo Giorgio Marcotulli, invece, c'è l'esigenza di monitorare il percorso universitario dei giovani e di supportarli in maniera concreta per aprire nuove attività: “Dobbiamo fargli vedere che l'amministrazione crede in loro” - le parole del candidato del centrodestra.

Per i più giovani Francesco Pacini sottolinea la necessità di riaprire tutti i cinque centri di aggregazione cittadini e di favorire la possibilità di fare sport per evitare che entrino in giri poco raccomandabili, mentre per chi si affaccia al mondo del lavoro il candidato di Casapound propone la creazione di uno sportello comunale che si occupi di tutti gli aspetti, burocratici e non, necessari a chi voglia aprire una nuova attività.

La proposta di Moira Vallati, infine, oltre a potenziare i centri di aggregazione, è di creare dei bandi con regole certe per offrire immobili pubblici ai giovani con utenze pagate e wi-fi libera a fronte di un servizio di vario tipo che essi possano poi offrire alla comunità.

 

Prostituzione

Si è poi passati a un tema molto caldo e sentito dalla popolazione, quello della prostituzione, e non a caso il pubblico si è scaldato partecipando in maniera vibrante.

Il primo a parlare è stato il sindaco Franchellucci che, pur sottolineando come il governo centrale abbia scaricato il problema sui sindaci, rivendica con forza di non essersi mai tirato indietro, studiando tutta una serie di misure, tra cui la modifica al regolamento di Polizia Municipale che ha permesso di multare sia le prostitute che i clienti o i fogli di via emessi per chi ha affittato case alle lucciole.

Marcotulli ha invece attaccato il sindaco sull'iniziativa di qualche mese fa che invitava la cittadinanza a fotografare le targhe delle vetture degli adescatori: “Dobbiamo smettere di farci prendere in giro a livello nazionale” - il suo commento riferendosi alla polemica nata col conduttore della trasmissione radiofonica “La Zanzara” Giuseppe Cruciani (sul tema da registrare la piccata replica di Franchellucci che, dopo aver ribadito la sua volontà di continuare a metterci la faccia con qualunque mezzo per risolvere il problema, ha definito ridicolo Cruciani per aver parlato della prostituzione come di un business che favorisce l'economia). Secondo Marcotulli occorrono poi soluzioni concrete e continuative oltre a controlli sugli affitti.

Per Pacini, invece, una soluzione definitiva al problema potrebbe arrivare solo con l'abolizione a livello nazionale della legge Merlin, che permetterebbe di riaprire le case chiuse. Nel frattempo, comunque, è importante farsi sentire in Prefettura pretendendo una pattugliamento più continuo nelle ore notturne.

Un pattugliamento notturno più prolungato, che si estenda fino alle prime luci dell'alba, è anche la soluzione prospettata dalla Vallati, oltre alla necessità di colpire con sanzioni amministrative chi viene a Porto Sant'Elpidio anche da fuori proprio per il business della prostituzione.

Un rafforzamento del pattugliamento è necessario anche secondo Felicioni, perché senza quello anche le modifiche al regolamento di Polizia municipale rischiano di rimanere lettera morta. Secondo il candidato civico, comunque, il problema va affrontato anche a livello di decoro urbano e sociale perché è connesso in parte alla diffusa sensazione di insicurezza che si respira in città.

 

Sviluppo Quartiere Sud – Faleriense.

Il dibattito si sposta poi sulle proposte per lo sviluppo della zona sud della città.

Secondo Marcotulli occorre innanzitutto ripristinare una circolazione e una mobilità più funzionali, oltre a riconvertire la zona industriale. “Avremmo dovuto trovare una formula per renderla più appetibile, magari costruendoci una cittadella dello sport o un ente fiera e cercando di sviluppare maggiormente il commercio, soprattutto in Via Marina”.

“Il primo maggio la Faleriense era il parcheggio dell'evento, nonostante si tratti del quartiere più popoloso e del cuore pulsante della città”, è l'opinione di Pacini, secondo cui sarebbe importante creare eventi ad hoc (concerti, mostre ecc.) per portare più persone e far vivere il paese da nord a sud.

Ristudiare la viabilità del lungomare e organizzare giornate di festa: queste le priorità della Vallati, secondo la quale la Faleriense “è stato il nostro primo pensiero quando abbiamo cominciato a parlare di equità”.

“E' un quartiere che va protetto e accudito, che si è stancato di essere dimenticato e di tornare utile solo quando serve per un tornaconto elettorale” - spiega invece Felicioni, secondo cui il problema principale su cui intervenire è il collegamento dal casello autostradale al lungomare sud.

Franchellucci, infine, ha sottolineato l'importanza per un'amministrazione che si approccia ad un quartiere di trovare una certa uniformità di vedute sulle sue problematiche, cosa che a sud non sempre si è riscontrata, ad esempio tra i commercianti. “L'amministrazione comunque non deve retrocedere sui presidi fondamentali: noi lo abbiamo fatto mantenendo sul posto la farmacia comunale e riqualificandola nonostante tutti gli indicatori suggerissero di spostarla. Sarà comunque importante puntare sul miglioramento dell'ingresso sud alla città”.

 

Rapporti pubblico-privato nelle grandi opere

E' probabilmente la domanda che ha scaldato maggiormente sia il pubblico che gli stessi candidati.

Pacini ha sottolineato come da dieci anni si parli sempre di privati e mai di interesse pubblico, chiarendo come l'eventuale apertura di un nuovo centro commerciale nella parte nord della città ucciderebbe Porto Sant'Elpidio.

“Il bene pubblico a Porto Sant'Elpidio non vale nulla”: non usa giri di parole la Vallati denunciando le scelte schizofreniche dell'amministrazione e la sua mancanza di protezione nei confronti degli interessi pubblici.

Felicioni parla di uno schema che si ripete sempre uguale in fotocopia per tutte le grandi opere: secondo il candidato civico l'amministrazione si siede a trattare con i privati in condizioni di difficoltà economica e le opere compensative vengono sempre subordinate come importo, qualità e tempistiche rispetto all'interesse dei privati.

Franchellucci ha invece rivendicato e difeso la decisione di rivolgersi ai privati per risolvere alcune questioni annose, definendola sostanzialmente una scelta senza alternative che ha portato a risultati importanti. “Non dobbiamo tornare indietro di 20 anni e approcciarci in maniera anacronistica ai privati” - la sua convinzione.

Secondo Marcotulli, infine, il dialogo con i privati è sì fondamentale perché è positivo che ci sia qualcuno che voglia investire su Porto Sant'Elpidio, ma senza farsi mettere i piedi in testa e mantenendo al primo posto gli interessi dei cittadini.

 

Cultura

Dopo che il dibattito si era infiammato sulla questione dei rapporti tra pubblico e privato nella gestione delle grandi opere, ai candidati è stata posta una domanda sulla cultura.

Per la Vallati quest'ultima deve essere messa al centro del rilancio del turismo e anche delle attività giovanili, magari prendendo esempio da realtà associative di paesi limitrofi.

Felicioni ha ammesso la difficoltà di muoversi in questo campo stante le ristrettezze di bilancio e la necessità quindi di sviluppare un discorso trasversale, basato soprattutto sulla riqualificazione di alcuni luoghi, in primis Villa Barucchello, da destinare per l'appunto alla cultura.

Il sindaco uscente ha invece espresso soddisfazione per le cinque stagioni di prosa al Teatro delle Api andate tutte soldout, anche grazie al lavoro di Neri Marcorè, che ha svolto gratuitamente il ruolo di direttore artistico. Franchellucci ha poi sottolineato l'importanza della rassegna di teatro internazionale per ragazzi, evidenziando anche come Villa Barucchello in passato non avesse mia ospitato così tante attività come nei suoi cinque anni di amministrazione.

“Dobbiamo credere nella cultura e razionalizzare le risorse” - è l'input di Marcotulli, secondo cui la priorità deve essere investire in Villa Barucchello.

Pacini, infine, ha affrontato la questione concentrandosi in particolar modo sui giovani: “Di questi tempi dar loro un libro è come consegnargli una bomba a mano: occorre quindi ripartire dal basso, valorizzando sotto questo punto di vista anche il ruolo dei centri di aggregazione".

 

Erosione

Si è poi passati a un tema che durante l'inverno ha spesso caratterizzato le cronache elpidiensi, quello relativo all'erosione. Felicioni ha detto di voler capire quanti soldi siano stati buttati fino ad ora, sottolineando anche come l'amministratore unico della ditta che ha svolto in subappalto i lavori di Piazza Garibaldi e che si è occupata del ripascimento della costa sia ora indagato dalla Procura di Macerata.

“Gli stabilimenti balneari hanno bisogno di risposte urgenti” - ha sottolineato invece Franchellucci, che ha comunque ricordato l'impegno preso dai vertici della Regione Marche di cominciare un nuovo percorso con scogliere emerse lungo tutto il litorale cittadino.

Marcotulli è partito denunciando il fallimento delle amministrazioni comunali e regionali sul tema: “Non sono mai state stanziate le risorse adeguate e il sindaco non ha mai avuto il coraggio di accusare il suo stesso partito” - spiega, prima di dirsi voglioso di bussare alle porte giuste per ottenere ciò che Porto Sant'Elpidio si merita.

Secondo Pacini si tratta di un problema politico più che economico, una questione che a suo dire è stata affrontata troppo in ritardo, mentre la Vallati, dopo aver ripercorso l'evoluzione della questione nel corso degli anni, ha sottolineato come dalla Regione non ci sia stato ancora nessun impegno scritto in merito alla sistemazione delle scogliere emerse.

 

Fim

La domanda specifica sulla Fim nasce come appendice all'interesse suscitato da quella sui rapporti tra pubblico e privato nelle grandi opere.

Sul tema il sindaco Franchellucci ha ricordato i contenuti della convenzione firmata a febbraio con la proprietà e la provincia di Fermo, portandola a garanzia della serietà degli impegni presi sull'area. Marcotulli promette che chiederà le volumetrie, ritenendo eccessivo ciò che è stato concesso e contestando che quell'area verde sia stata principalmente destinata ad appartamenti.

Una piazza sul mare, uno spazio pubblico per rilanciare Porto Sant'Elpidio è invece la proposta di Pacini: “Nessuno vuole che lì sorga una nuova Lido Tre Archi” - precisa il candidato di CasaPound.

La Vallati promette che un'eventuale amministrazione a Cinque Stelle farebbe un ricorso per far fissare giudizialmente un termine di inizio dei lavori, a decorrere dal quale il privato avrebbe il tempo per procedere secondo cronoprogramma e, in caso di inadempienza, il pubblico dovrebbe essere pronto a sostituirsi rimettendo mano all'accordo di programma.

Accordo di programma che anche secondo Felicioni va ridiscusso per accorciare il termine di cinque anni per la bonifica a un massimo di dodici mesi: “E' inconcepibile che ci tengano prigionieri in un sito che deve essere il cuore di Porto Sant'Elpidio e faremo quindi di tutto per scardinare quell'accordo sciagurato e scellerato e per mettere noi le mani sulla bonifica”.

 

Sprar

Sulla questione dello Sprar cittadino, il servizio di accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, il primo a parlare è Marcotulli. “La mia più grande paura è che Porto Sant'Elpidio diventi la Macerata di domani” - afferma il candidato del centrodestra, secondo il quale se la Prefettura non è in grado di controllare i movimenti delle persone ospitate il servizio deve essere chiuso.

Chiusura senza se e senza ma è la posizione di Pacini: troppi, secondo il candidato di Casapound, il milione e 300mila euro di fondi ministeriali usati in tre anni “quando per le richieste degli italiani non c'è mai un euro”.

La Vallati si è dichiarata favorevole a una riorganizzazione del servizio ma non a un suo smantellamento, mentre Felicioni ha proposto una mappatura per capire i bisogni principali e decidere poi cosa farne.

Franchellucci ne ha invece parlato come di un modello virtuoso, trattandosi di “15 persone che occupano tre appartamenti e che, grazie a fondi ministeriali, sono sottoposte ad un percorso di riabilitazione”.

 

Gestione verde

La gestione di una città come Porto Sant'Elpidio implica naturalmente il dover fare i conti con numerosi macrotemi, ma al tempo stesso anche l'attenzione ad aspetti più “piccoli”, come la gestione del verde.

“Il degrado porta altro degrado” - spiega in merito Pacini, sottolineando l'importanza di puntare alla riqualificazione del verde urbano per tutto l'anno per cercare in questo modo di contrastare il degrado e gli episodi di microcriminalità.

“Per rendere la città bella e attrattiva bisogna ripartire dall'essenziale, per esempio dalla cura delle piante e del verde” - commenta invece la Vallati, sottolineando come Porto Sant'Elpidio sia dotata di un bellissimo regolamento del verde rimasto però a suo dire troppo spesso lettera morta.

Sul punto Felicioni ha invece ricordato come in passato la gestione del verde fosse accorpata a quella dei rifiuti: un compito che secondo lui l'Ecoelpidiense svolgeva positivamente, laddove le associazioni di quartiere o i privati, pur volenterosi, fanno invece più fatica.

Secondo Franchellucci, però, il ruolo e la collaborazione delle associazioni di quartiere è fondamentale in un periodo storico in cui le risorse a disposizione sono molto minori che in passato e l'amministrazione deve fare i conti anche con operai che invecchiano e che progressivamente vanno in pensione.

“Il decoro del verde urbano è il biglietto da visita di una città” - spiega Marcotulli: secondo il candidato del centrodestra occorre quindi tornare a un livello di manutenzioni accettabile, razionalizzando risorse e mezzi in un unico servizio che svolga il suo compito in maniera eccellente.

 

Squadra – quote rosa – apparentamenti

Il dibattito è poi scivolato sul post voto. Ai candidati è stato chiesto se avessero già in mente la propria squadra di governo nel rispetto della prescrizione sulle quote rosa e quale strategia adotterebbero in caso di ballottaggio. Sul tema la Vallati ha risposto di avere la squadra già in testa, annunciando che verrà presentata, in tutto o in parte, nei prossimi giorni, prima dell'appuntamento del 10 giugno, sulla scia di quanto fatto a livello nazionale da Di Maio. La candidata pentastellata ha poi chiuso tra le righe agli apparentamenti, dichiarando che in caso di esito negativo al primo turno “si continuerà a fare quello che si è sempre fatto”.

Felicioni, invece, si è detto convinto di raggiungere il ballottaggio: il candidato civico ha però rifiutato di sbilanciarsi sulla squadra di governo, preferendo intendere il termine “squadra” più in senso lato, includendo tutto il gruppo di professionisti e tecnici che hanno accompagnato il suo lavoro fin qui.

Franchellucci, la cui giunta uscente è composta da tre donne su cinque (ringraziate pubblicamente per il lavoro svolto), ha sottolineato l'importanza della scelta degli assessori, una scelta legata alle competenze, alle disponibilità di tempo e anche dalla legittimazione democratica (sotto forma di singole preferenze) incassate da ognuno alle elezioni.

Competenze al centro anche della scelta di Marcotulli, che ha escluso ogni tipo di rapporto basato sul "do ut des" e che ha annunciato di voler coinvolgere molto da vicino nell'azione di governo anche i consiglieri. Dopo il primo turno, l'idea del candidato del centrodestra è di avviare un confronto con tutti basato sul programma.

Infine Pacini ha ammesso di non aver pensato alla squadra di governo, dato che il vero obiettivo di Casapound è entrare in consiglio comunale. In ogni caso, l'unica forza con cui Pacini sarebbe disposto a valutare un apparentamento è il Laboratorio Civico di Felicioni.

 

Aspetti positivi nei programmi degli avversari

Poi una domanda all'insegna del fair play: l'eventuale presenza nei programmi altrui di punti ritenuti interessanti. Domanda alla quale Felicioni, che pure ha ammesso la presenza di alcuni elementi di contatto con qualche altra forza, ha risposto con una frecciatina a Franchellucci, accusando la sua coalizione di aver realizzato pochi dei punti del programma del 2013.

Dal sindaco uscente è arrivato invece un inaspettato plauso a Casapound sull'idea della piattaforma polifunzionale nel quartiere Faleriense e sull'insistenza sul mantenimento e l'ampliamento dei centri di aggregazione.

Marcotulli ha sottolineato l'attenzione di tutti sui temi della famiglia e del sociale, commentando che “non bisogna avere paura di confrontarsi, cosa che invece l'amministrazione negli ultimi cinque anni non ha mai fatto”.

Pacini ha ammesso di aver guardato più a programmi ed esperienze amministrative di comuni limitrofi, in particolare all'efficienza del sistema di videosorveglianza di Sant'Elpidio a Mare e delle operazioni di sicurezza a Fermo, e in particolare a Lido Tre Archi, coordinate dall'assessore Torresi, pur invidiando a Marcotulli il punto relativo alle colonie giovanili.

Chiusura netta invece da parte della Vallati, che ha criticato chi ha cercato invano di copiare il metodo partecipativo dei Cinque Stelle proponendo una sorta di lista della spesa per ogni quartiere.

 

Possibile fusione con Sant'Elpidio a Mare

Una domanda nata dalla presenza in sala del sindaco di Sant'Elpidio a Mare Alessio Terrenzi. Sul tema Franchellucci ha ricordato il percorso di gestione associata, e in un caso anche di accorpamento di un ufficio, già iniziato con Sant'Elpidio a Mare e anche con Monte Urano. Un primo step di un percorso che secondo il sindaco deve andare avanti, fermo restando che “nessuna amministrazione deve esimersi dal creare momenti informativi sui vantaggi di una possibile fusione”.

Anche Marcotulli vedrebbe di buon occhio un referendum consultivo informato sulla fusione, per quanto secondo il geometra fin qui non si siano registrati grandi risparmi sulla gestione consorziata. Un campo dove sicuramente il candidato del centrodestra non vedrebbe di buon occhio una maggiore cooperazione è quello della Polizia Locale, data la contrarietà di quella di Sant'Elpidio a Mare a dotarsi di armi, mentre ben venga un consorzio su turismo e attività culturale.

Secco il parere di Pacini: no alla fusione sia per motivi identitari che politici.

Più aperta, invece, la posizione della Vallati, favorevole ad un ampliamento dei servizi integrati che a suo dire favoriscono economie di scala, mentre per lei l'ipotesi fusione sembra lontana e comunque subordinata al parere dell'elettorato.

Si alle collaborazioni, in particolare su cultura, turismo e sicurezza, anche da Felicioni, che si è detto favorevole ad un'apertura funzionale e a un interscambio non solo con le realtà limitrofe.

 

Pubblico_Teatro_delle_Api

 

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Data pubblicazione : 05/06/2018 11:19
Scritto da : Andrea Pedonesi
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