Politica
Tra vecchio e nuovo ospedale c'è anche il futuro di Fermo

Intervento delle forze di maggioranza del capoluogo sul destino del Murri e sull'importanza della nuova struttura

Tra vecchio e nuovo ospedale c'è anche il futuro di Fermo

Con la presentazione del progetto del nuovo ospedale di rete, tenutasi nei giorni scorsi ad opera dei vertici regionali, siamo entrati in pianta stabile nel periodo di “gestazione” della nuova struttura. Il “concepimento” è stato veloce ma efficace, il “travaglio” ci dicono sarà indolore. La data del parto è già stata fissata.

 

Diversi gli aspetti positivi colti nel corso delle settimane e ripetuti in quella occasione ufficiale. Aspettiamo un confronto in sede di Commissioni per capire alcune questioni non certo secondarie.

 

La presentazione del progetto era stata preceduta dall’invito a mezzo stampa del capogruppo del Pd fermano, Pierluigi Malvatani, a riflettere sulla necessità di non dimenticare il Murri. Raccogliamo l’invito ma, nel contempo, confidiamo una cosa al capogruppo del Pd: stiamo riflettendo da tempo su questo aspetto strategico non solo per la sanità fermana ma anche per la città! Lo abbiamo fatto al nostro interno, avremmo voluto farlo nelle sedi istituzionali preposte. E questo perché l’importanza strategica del Murri è nota da sempre a questa maggioranza.

 

Alcuni aspetti, in particolare, vanno analizzati con attenzione. In primis la necessità di non disperdere la vocazione della struttura, dandole autonomia o mettendola al servizio del nuovo nosocomio. Una eventualità, quest’ultima, che consentirebbe di creare un polo ospedaliero a ovest della città, magari inglobando nei suoi ampi spazi anche servizi sanitari attualmente dislocati altrove.

 

Ciò consentirebbe di dare una risposta, inoltre, ai timori di uno sfilacciamento del quartiere su cui insiste l’attuale struttura ospedaliera, evitando lo spopolamento e la continuazione di quell’opera di desertificazione della città iniziata e proseguita negli anni ogniqualvolta nuove iniziative (commerciali, culturali, ecc.) sono state spostate in periferia, senza un adeguato e approfondito studio da parte delle amministrazioni in carica e senza logiche contromisure.

 

Leggiamo poi della necessità di dotare il nuovo ospedale di tutta una serie di servizi fondamentali per la tutela della salute dei cittadini fermani (evitando così, aggiungiamo noi, che - a parità di tributi pagati - ci siano cittadini marchigiani di serie A e di serie B): “emodinamica, radio terapia, coronografia, anatomia patologica, pet, scintigrafia…”, si leggeva in quella intervista. Non siamo d’accordo: di più! E sottolineiamo come questa necessità sia emersa già nelle riunioni della commissione consiliare sulla Sanità, presieduta da Laura Ilari, e in quella speciale sul nuovo ospedale, presieduta da Gianni Catalini.

 

Certo, le obiezioni poste fino ad oggi - lungi dal rimuovere le disparità prima citate - sembravano confermare alcune difficoltà e incertezze. Ci fa piacere sapere che anche il Pd, come noi e altre forze consiliari, considera prioritario ridurre il gap con le altre realtà provinciali e che se ne farà portavoce nelle sedi opportune.

 

Il nuovo ospedale di rete dovrà - ripetiamo - essere in grado di rispondere alle necessità vitali (nel vero senso della parola) dei cittadini fermani. Siamo consapevoli dell’importanza del momento e - fedeli a una linea amministrativa distante da steccati ideologici e da irrigidimenti politici - accogliamo con interesse e soddisfazione (in primis di cittadini) il protagonismo messo in mostra in questi mesi dall’esecutivo regionale per la realizzazione del nuovo nosocomio. Un fatto sicuramente storico e troppo importante per svilirlo con obiezioni strumentali.

 

Solo una cosa vogliamo sottolineare, confidando nell’attenzione di chi di dovere: c’è solo un’eventualità peggiore del non fare un’opera pubblica importante, ed è quella di farla male o in maniera incompleta! Il nuovo ospedale, insomma, avrà senso solo se, in fatto di servizi, andrà a colmare le lacune di quello esistente. Un semplice adeguamento logistico, invece, farebbe fatica a collocare nella storia il tanto agognato nosocomio di rete.

 

I consiglieri di maggioranza Daniele Iacopini (Piazza Pulita), Cristian Falzolgher (Il Centro) e Massimo Tramannoni (Non mi Fermo)

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Data pubblicazione : 28/04/2016 09:17
Scritto da : Redazione
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