Istruzione
Casette d'Ete. Terrenzi chiude la scuola dell'infanzia e le opposizioni insorgono: "Meno rotonde inutili e più servizi scolastici"

Inizia lunedì il nuovo anno scolastico, ma a Sant'Elpidio a Mare la scuola dell'infanzia di Casette d'Ete rimarrà chiusa in mancanza della documentazione che attesti la sicurezza della struttura.

Una decisione comunicata ieri dal sindaco Alessio Terrenzi e dalla sua amministrazione, che hanno disposto lo spostamento della sezione dei trienni a Castellano e delle altre nel Capoluogo.

A contestare la decisione sono però intervenuti con un comunicato congiunto i gruppi consigliari di opposizione di Forza Italia, Può essere meglio e Democratici e Popolari.

Casette d'Ete. Terrenzi chiude la scuola dell'infanzia e le opposizioni insorgono:

"In riferimento alla decisione del Sindaco di chiudere la scuola dell’infanzia di Casette d’Ete ex “SS. Redentore” per la mancanza dei certificati sulla sicurezza della struttura denunciata da una lettera anonima, i gruppi consiliari di FI, PEM e DP contestano quanto segue.


1) Inesistenza dei presupposti legali per la chiusura: il certificato di vulnerabilità sismica, la cui mancanza è la fonte della decisione, può essere prodotto sino al 31 dicembre, essendo stato posticipato i primi di agosto, dal decreto c.d. “Milleproroghe”, il termine entro il quale debbono essere sottoposti a verifica di vulnerabilità sismica gli immobili adibiti ad uso scolastico situati nelle zone a rischio sismico classificate 1 e 2;


2) la sicurezza degli edifici comunali è per legge ascrivibile al sindaco, pertanto spetta a lui produrre la relativa documentazione riguardante il rispetto di quella stessa normativa sulla sicurezza di cui – oggi - egli lamenta la mancanza;


3) La certificazione di conformità dell’abbattimento delle barriere architettoniche non è stata mai prodotta sino ad oggi dal precedente gestore perché nessun bambino disabile ha mai frequentato la scuola d’infanzia. Ciò non toglie che nel momento in cui la scuola viene presa in carico dal Comune, questi ha l’obbligo di eseguire i lavori di adeguamento ed eventualmente compensare i costi sostenuti con i canoni di locazione da pagare al proprietario della struttura;


Ci chiediamo: “Si può chiudere una scuola sulla base di una lettera anonima?”. E' condivisibile la preoccupazione sulla sicurezza degli ambienti scolastici, ma questa preoccupazione non doveva essere preventivamente risolta in previsione dell’inizio dell’anno scolastico? Quando il Comune, nel corso del 2017, prese in carico la scuola, non aveva effettuato le verifiche di sicurezza del caso che oggi tanto preoccupano il Sindaco?
La vicenda mostra la distanza siderale fra l’amministrazione e la cittadinanza: nessuna riunione, nessun incontro, solo sterili comunicati di chi si vantava di esser l’alfiere della partecipazione!
Ulteriore conferma della capacità di amministrare del Sindaco!"


"Il Sindaco ha inoltre riferito che il servizio mensa non poteva essere fornito perché la ditta appaltatrice ha segnalato la mancanza di alcune attrezzature - continua la nota -. Possibile che una ditta di ristorazione o il Comune non siano in grado di reperire in tempo utile i soli banchi di lavoro, visto che la cucina era utilizzata solo per lo “sporzionamento” dei pasti? In merito al problema muffa: crediamo sia fisiologica per una stanza chiusa da più di 3 mesi. A chi spetta la normale cura e manutenzione degli ambienti scolastici? Sempre al Comune!
Che dire poi della lettera consegnata a mano con “l’ultimatum” al Parroco nel quale si faceva richiesta di produrre tutta la documentazione in oggetto in meno di 24 ore?
Domande che difficilmente troveranno una risposta seria. Certo è che quanto è successo ieri rimarrà nella mente dei cittadini del quartiere di Casette d’Ete. Sindaco, accetti un consiglio: per Casette meno rotonde inutili e più servizi scolastici".

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Data pubblicazione : 15/09/2018 10:00
Scritto da : Redazione
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