Istruzione
Fermo, una mensa scolastica a km 0 e senza rincari: per i piatti dei bambini solo materie prime al 100% italiane

La mensa di Fermo punta sempre di più sulla qualità. Anche per un servizio che, secondo le parole del sindaco Calcinaro, “già da anni è una macchina ben consolidata, un'eccellenza che può essere presa a modello dalle realtà vicine”, la volontà è quella di puntare ad una costante ottimizzazione: a questo proposito stamattina in conferenza stampa è stata annunciata l'introduzione della filiera corta nel servizio di refezione scolastica, con l'obbligo di somministrare materie prime al 100% di origine italiana.

Fermo, una mensa scolastica a km 0 e senza rincari: per i piatti dei bambini solo materie prime al 100% italiane

Una sorta di made in agroalimentare, dunque, una battaglia che la Coldiretti, partner del progetto e fondamentale supporto nella ricerca dei fornitori anche fuori regione e nell'individuazione dei fabbisogni di ciascun prodotto, sta portando avanti in maniera forte.

“Ciò significa puntare in maniera decisa sul cibo sano nelle nostre mense, ma anche dare un sostegno forte ai nostri produttori di cibo e di materie prime”, aggiunge Calcinaro. “L'amministrazione tiene al bene dei bambini – rincara la dose l'assessore alle politiche scolastiche Mirco Giampieri – e per questo volevamo fare un ulteriore passo avanti, da una parte per tenere sempre alta la qualità, dall'altra anche per dare uno stimolo in più ai produttori agroalimentari della zona”.

E in effetti, sebbene la definizione di prodotti a km zero in questo contesto vada intesa non nell'accezione ristretta di prodotti del territorio ma in quella più allargata di prodotti italiani, sono comunque molte le aziende locali che riforniranno la mensa cittadina: da Simone Casturà di Fermo, che si occuperà dell'approvvigionamento di frutta, verdura e pasta all'uova fresca, al panificio del capoluogo “Sapore di Pane”, dal Prosciuttificio Faleria di Falerone al Frantoio Agostini di Ortezzano fino a Tomassini Carni di Fermo.

 

Mensa di Fermo che ha numeri estremamente importanti: sono infatti circa 1500 i pasti preparati ogni giorno e solo il fabbisogno settimanale di pasta si aggira intorno ai 250-300 kg. Ma cosa cambierà concretamente nella quotidiana somministrazione dei pasti ai bambini? “Oggettivamente non molto, anche perché la qualità del servizio era già buona anche in precedenza - risponde il dietologo Paolo Foglini, che da anni si occupa della mensa fermana – ma punteremo su tre elementi in particolare: la stagionalità dei prodotti, il consumo del fresco, limitando quindi l'utilizzo di surgelati, e la biodiversità”.

In particolare, nei mesi scorsi le famiglie e i genitori avevano posto il problema della pasta, di come cioè le fornitura industriali dei marchi commerciali non garantisse la provenienza del grano e della materia prima dai mercati nazionali. Problema che è stato prontamente affrontato, spiega il dirigente comunale Gianni della Casa, pur tra mille difficoltà, in quanto non era semplice conciliare la garanzia del Made in Italy per farine e grano coltivato con la necessaria tenuta della cottura e quindi il gusto del prodotto effettivamente somministrato ai bambini: alla fine, però, il pastificio Ghigi di San Clemente, nel riminese, è riuscito a soddisfare questi requisiti e quindi ora la mensa di Fermo offre anche pasta al 100% italiana, “un salto di qualità e un miglioramento veramente epocali”, commenta lo stesso Della Casa.

 

Ma oltre alla qualità del cibo effettivamente offerto ai bambini, il dietologo Foglini ha sottolineato un altro aspetto di questo progetto, quello didattico: “Crediamo infatti che la mensa sia un momento della scuola e che faccia parte del processo educativo dei nostri bambini – argomenta – e l'obiettivo è che ad esempio possano apprendere l'importanza di un concetto come la stagionalità del prodotto, cui spesso nelle nostre famiglie, anche a causa della globalizzazione, non siamo più abituati".

Km 0 e prodotti di qualità: questa quindi la linea imposta dal Comune e sposata al 100% anche dall'Asite, che ha affiancato l'amministrazione in questo percorso. “Abbiamo cercato di selezionare fornitori della zona ma soprattutto qualificati – spiega la vice presidente Alice Andrenacci – . Prodotti selezionati, quindi, ma anche sottoposti a un stringente controllo all'ingresso della mensa, tutto ciò a garanzia di un'ottima qualità”.

Maggiore qualità che però non fa rima con aumento del prezzo per i genitori: Calcinaro ha infatti annunciato che, sebbene puntare su prodotti di questo tipo comporti un incremento dei costi, il servizio non subirà nessun rincaro.

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Data pubblicazione : 15/03/2018 13:13
Scritto da : Andrea Pedonesi
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