Economia
Confindustria Fermo tira la giacca alla Comunità Europea: “Tutelare chi è virtuoso”. L’imprenditoria del Fermano riunita a Villa Lattanzi. Assente Squinzi. GUARDA LE FOTO

C’erano proprio tutti ieri sera nella suggestiva cornice di Villa Lattanzi. Una platea quanto mai ricca, partendo dai protagonisti: il presidente di Confindustria Fermo Andrea Santori, il governatore Gian Mario Spacca, il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista.

Confindustria Fermo tira la giacca alla Comunità Europea: “Tutelare chi è virtuoso”. L’imprenditoria del Fermano riunita a Villa Lattanzi. Assente Squinzi. GUARDA LE FOTO

E ancora l’on. Paolo Petrini, il presidente della provincia di Fermo Fabrizio Cesetti, la vice presidente del consiglio regionale Rosalba Ortenzi, il consigliere regionale Graziella Ciriaci, il sindaco di Fermo Nella Brambatti, il Prefetto di Fermo Angela Pagliuca, il presidente della Fondazione Carifermo Alberto Palma, il direttore Cohn, il vice Marino Silvi. E ancora il presidente CNA Paolo Silenzi, la presidente dell’Ordine degli avvocati Francesca Palma, il presidente Ciip Pino Alati, il presidente di Confindustria Marche Ottavi e tanti imprenditori: da Stefano Luzi ad Annarita Pilotti, passando per Steca, Marzialetti, ed ovviamente il padrone di casa Lanfranco Beleggia.

 

Ad aprire la tavola rotonda, moderata dalla giornalista del Tg1 Barbara Capponi, il presidente di Confindustria Fermo Andrea Santori che ha comunicato l’assenza del presidente nazionale Squinzi : “Per motivi familiari. Avremo modo di organizzare prossimamente una riunione con lui”. Un momento, quello di ieri a Torre di Palme, in cui gli industriali fermani si sono ritrovati per fare il punto e continuare il lavoro all’insegna della richiesta di una maggiore attenzione da parte della comunità europea, soprattutto in questo momento di presidenza del Consiglio d’Europa.


E’ stata poi la volta del Prefetto Angela Pagliuca che ha evidenziato il: “Rilievo del territorio nel contesto economico nazionale ed internazionale, e la stretta relazione tra istruzioni e crescita economica. Il livello di formazione – ha spiegato la Pagliuca - ha un legame diretto con il tasso di sviluppo economico. Pensiamo all’implementazione nuove tecnologie. E’ fondamentale la sinergia tra istituzioni e organi deputati. Allo stesso tempo come Prefettura abbiamo avviato collaborazioni e iniziative volte al contrasto dei prodotti che violano i diritti proprietà, di origine, di conformità, sicurezza e tutela della libera concorrenza”.


E’ stato poi il sindaco Brambatti a chiedere ai parlamentari presenti, primo tra tutti l’On. Paolo Petrini: “Una semplificazione delle procedure burocratiche che ci attanagliano e spesso e volentieri ci mettono nelle condizione di non poter operare. A Fermo, saremo costretti a non far partire tutti i cantieri n programma perché ci troveremo nelle condizioni di non soddisfare tutte le aziende. Invito ad una apertura da questo punto di vista. Per quel che riguarda la formazione c’è l’impulso forte dell’Università Politecnica delle Marche con ingegneria gestionale . Forse faremo qualche metro di marciapiede in meno ma dobbiamo finanziare la ricerca e la formazione”.


Ad entrare nelle tematiche dell’assemblea 2014 tracciando una foto del territorio Fermano è stato il presidente Santori: “La situazione del Fermano non si discosta molto da quella nazionale. Ancora abbiamo un deficit culturale che ci fa fermare il lavoro ad agosto, e questo non fa che peggiorare i dati. Nella provincia di Fermo l’export è aumentato di un + 8 per cento contro il + 3,3 per cento nazionale. Siamo un territorio piccolo cerchiamo di superare difficoltà. Parlando di lavoro il tasso di disoccupazione è arrivato al 13 per cento. Quello che preoccupa è però l’aumento della richiesta di cassa integrazione anche da aziende che prima non ne avevano avuto mai bisogno”.


Centrale l’intervento del governatore Gian Mario Spacca: “L’imprenditorialità è la principale ricchezza della nostra regione. Il 41 per centro della nostra economia deriva dal manifatturiero. Il vero problema non è quello che facciamo nelle Marche, ma cosa fa l'Europa anche per il nostro sistema. La risposta? Non fa niente perché sta regredendo. Allora visto che abbiamo il privilegio di essere alla guida dell’Unione Europea concentriamoci su due aspetti. L'euro non può stare ad 1,40 sul dollaro, distrugge il sistema europeo e lo impoverisce. Questa è la prima cosa che mi aspetto dalla presidenza italiana europea. Il secondo aspetto riguarda un patto di stabilità che tenga conto del merito. Siamo una regione virtuosa ma essendo giudicati come Italia il nostro patto si scontra con la non virtuosità degli altri sindaci e non possiamo fare investimenti. Cambio monetario diverso e patto di stabilità che tenga conto del merito. Siamo ingessati dentro, è ora che ci liberiamo da tutto questo!”.


Fabrizio Cesetti che, ha poi aggiunto (non senza qualche punzecchiatura nei confronti di Spacca soprattutto su tempi come Indesit e Banca Marche): “Il Made in Italy obbligatorio è una richiesta che viene dal territorio, da risolvere adesso. Abbiamo avuto il sì della commissione, del parlamento europeo. L'Italia deve deliberarlo a livello di consiglio. Il Made in rappresenta un fatto culturale, uno straordinario segnale di fiducia ed una spinta importantissima per la nostra economia. Se non ce la facciamo questa volta non ce la faremo più”.

Presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista che ha parlato dei dati, quanto mai importanti, frutto di azioni in collaborazione con la Regione Marche: “Grazie al Fondo di garanzia, in 3 anni sono stati erogati finanziamenti per 6 mila aziende. Rignrazio anche la disponibilità degli istituti locali. Abbiamo salvato aziende che oggi non ci sarebbero più. Ci sono stati poi gli investimenti sull’internazionalizzazione. Abbiamo accompagnato 300 aziende. Il Ministro degli esteri degli Emirati Arabi ci ha detto ‘ voi non vi rendete conto di quanto siete ammirati’. C’è poi la spending review e la minaccia dei tagli – proseguito Di Battista in merito alla possibile riforma che vedrebbe la chiusura delle camere di commercio - ci sono 48 camere di commercio che chiudono con un bilancio profondo rosso. Fermo è invece una realtà modello. L'attivo di Fermo va a ripianare i bilanci delle Camere di Commercio che hanno lavorato male. Questa è un’ingiustizia, non si può mettere tutto insieme”.

Tra gli altri temi trattati l’acquisizione della Indesit dalla Whirpool e il caso Banca Marche. Nel corso della tavola rotonda è stato anche presentato il progetto vincitore dell’edizione 2014 di Ripensiamo il Futuro. Una bicicletta interamente realizzata in legno e fibra di carbonio da un giovane studente di Civitanova Daniele Quintavá di soli 18 anni.

Finale dedicato alla consegna dei riconoscimenti alle aziende che da più tempo fanno parte di Confindustria Fermo. Ecco le vincitrici:

35 anni di Confindustria:
ANNABELLA SPA, B.S. STAMPI SRL, FORTE SNC, DELLA SRL, FLORENS SHOES SP, FRANCESCHETTI SRL, FROLLA’ SRL , GMA SNC, ICAS SAS, LE.MA.M. SRL, O.M.M. SRL, PORTLAND’S SPA, PREMIATA SRL , SCOLARO SRL, SUSJE’ SNC, ICA SRL

 

34 anni di Confindustria: CARDINALETTI SRL, LIM SNC, T.S.M. FONDI SRL

 

33 anni di Confindustria: DOUCAL’S SRL, DUCA DEL NORD SRL, MARY SRL, STECA SPA

 

32 anni di Confindustria: ELSAMEC SRL , SACMA SRL, VITTORIO VIRGILI SRL

 

31 anni di Confindustria: ARTISAN SHOES SRL, CORVA SRL

 

30 anni di Confindustria: JAPE SAS, LIDFORT SNC

 

Riconoscimento socio fondatore: “CL COMPANY 1896 di Cifola Lanfranco di Monte Urano”

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Data pubblicazione : 22/07/2014 08:40
Scritto da : Paolo Paoletti
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • Leggete qua poi ne riparliamo

    22-07-2014 18:14 - #5
    Cari imprenditori leggete cosa era scritto il 15 luglio su questo stesso sito... Fermo, settimo posto tra le province italiane con il peggior reddito pro capite. Spesa media mensile scesa del 5,6% Secondo una classifica stilata dal “Il Sole 24 ore”, la provincia fermana è al settimo posto tra le province italiane con la peggiore performance relativa al reddito pro capite, passato da 23.042 euro del 2007 a 20.064 del 2013, quasi il 12,9% in meno. Da segnalare anche una riduzione del 5,6 sulla spesa media mensile delle famiglie. La classifica prende in considerazione i sette anni più difficili, quelli trascorsi dall’inizio della crisi, confrontando diversi indicatori come la disoccupazione, i prestiti, il valore degli immobili, ma anche la quantità di rifiuti prodotti, il numero di laureati e la spesa per i medicinali. I sette anni di spending review hanno modificato, generalmente verso il basso, i redditi e il valore dei beni, portando il tasso di disoccupazione al 12,2%, eppure la situazione d’instabilità economica non ha colpito in maniera uniforme tutti i territori: alcune province hanno risentito maggiormente della crisi finanziaria, registrando nel 2013 un notevole arretramento rispetto a sette anni prima. Nelle Marche la provincia di Ancona è la più colpita, mentre, per quanto riguarda la provincia di Fermo, la situazione non risulta essere maggiormente rosea. Va detto, a ogni modo, che alcuni indicatori non sono stati presi in considerazione in quanto ancora aggregati con la provincia di Ascoli. Provincia, quest’ultima, che risulta aver fatto anche peggio di Fermo, con un meno 14,5% per quanto riferito al reddito pro capite. Sebbene il Pil pro capite sia sceso del 12,9%, nel Fermano il tasso di disoccupazione rimane comunque sia basso, attestandosi attorno all’8,31% contro il 12,2% nazionale. Un altro indicatore che colloca la provincia di Fermo in una situazione mediana rispetto alle altre province è quello che riguarda la spesa pro capite per i farmaci, bloccata a 412,9 euro. Un dato che sta a significare come la crisi abbia anche inciso sulle spese per la salute. Dal quadro generale è emerso, tenendo conto di tutti i diversi fattori, che la spesa media mensile delle varie famiglie sia scesa del 5,6%. Nonostante i dati possano sembrare tragici e tutto fuorché confortanti, al contrario l’economia del Fermo continua a reggere sufficientemente e, tutto sommato rimane su livelli accettabili, facendo perno sui settori dell’eccellenza della calzatura e del cappello che, seppur risentendo della crisi, riescono a mantenere un tasso occupazionale discreto, soprattutto grazie all’export verso l’estero. Al contrario il mercato interno e i relativi consumi risultano essere stagnanti ormai da diversi anni.
  • Giuseppe

    22-07-2014 15:39 - #4
    complimenti all'analisi del presidente Santori: è il deficit culturale di non lavorare ad agosto che peggiora i dati delle imprese...forse non sa che molte aziende, piccole e grandi, a causa di mancanza di lavoro a volte sono costrette a restare chiuse per lunghi periodi durante l'anno e ricorrere alla cassa integrazione, che guarda caso è in aumento? Credo che Confindustria dovrebbe pensare alle strategie per superare i momenti di difficoltà e non a queste analisi campate in aria!
  • Giorgio Nerpiti

    22-07-2014 14:54 - #3
    La invito ad informarsi su tutte le aziende che erano presenti e non solo su quelle premiate per decenni di seria e onesta attività davanti alle quali c'è solo da togliersi il cappello; la invito inoltre a fare una visita nella nostra azienda a Montegiorgio, a bere un caffè insieme per sentire le ragioni di un post come il suo eppoi, se vorrà, a pubblicare un ennesimo commento. Per quanto riguarda le manifestazioni, cerimonie e feste c'è sempre qualcuno che s'intrufola ma questo è oramai consuetudine, accade addirittura ai pranzi di matrimonio!
  • un po' e un po'

    22-07-2014 13:44 - #2
    imprenditori seri che hanno lavoratori seri e ben pagati erano presenti, non solo il gran galà etc,etc,etc.................................non fare di tutta l' erba un fascio..........!!!!!! ne siamo stufi
  • tanta bella gente

    22-07-2014 10:01 - #1
    io tutelerei le aziende fermane che pagano meglio i lavoratori, visto che nel nostro distretto i salari sono i peggiori. il resto... il solito gran galà di imprenditori, politicanti in funzione e trombati.
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