Economia
Tre famiglie su 4 scelgono il pesce per il Venerdì Santo

Le stime della Coldiretti Impresapesca, che consiglia di acquistare direttamente dal pescatore o, se da un’attività commerciale, di verificare sul bancone l’etichetta

Tre famiglie su 4 scelgono il pesce per il Venerdì Santo

Pesce in tavola per tre famiglie su quattro per il Venerdì di Pasqua. A stimarlo è la Coldiretti Impresapesca nel sottolineare che grande protagonista sarà il pesce azzurro, venduto a prezzi contenuti secondo i criteri di sobrietà richiesti dalla ricorrenza. La “legge” dell'astinenza dalle carni non proibisce, infatti, di consumare pesce, uova e latticini, ma mette al bando cibi e bevande particolarmente ricercati o costosi. Nelle Marche i menu del venerdì Santo sono quelli tipici delle tradizioni locali, dai vari brodetti alle vongole e ceci, fino alle seppie con i piselli, senza dimenticare baccalà e stoccafisso con le patate.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti è, laddove possibile, di acquistare direttamente dal pescatore o, se da un’attività commerciale, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere, dal mese di dicembre 2014, l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Nelle etichette sarà indicata, inoltre, la tecnica di pesca (rete, nasse, strascico, lampara, ecc.) e, su base volontaria, la provenienza esatta di pesci, molluschi e crostacei. Al momento dell’acquisto occorre comunque controllare che la carne del pesce abbia una consistenza soda ed elastica, che la pelle sia lucida, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e che gli occhi non siano secchi o opachi o concavi, mentre l’odore non deve essere forte, sgradevole o con richiami all’odore dell’ammoniaca. Se non si è in grado di conoscere bene le specie e la qualità è meglio non scegliere pesci già mutilati della testa e delle pinne. Altrimenti - conclude la Coldiretti - è meglio affidarsi ad un pescatore o ad una pescheria di fiducia.

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Data pubblicazione : 25/03/2016 11:26
Scritto da : Redazione
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