Economia
Riforma del Credito Cooperativo, il no della BCC di Civitanova

Annunciata un'azione legale contro il decreto legge, ora al vaglio della Camera dei Deputati. Un mostro giuridico, lo definisco i vertici dell'Istituto, che se approvato mortificherà le banche virtuose

Riforma del Credito Cooperativo, il no della BCC di Civitanova

“Abbiamo già conferito apposito incarico ad un legale. Si rischia l’affossamento di un sistema costituito da circa 1.230.000 soci”.

Affilano le armi i vertici della BCC di Civitanova Marche e Montecosaro (il Presidente Sandro Palombini e il vice Presidente Marco Bindelli) contro il progetto di riforma del Credito Cooperativo.

Il decreto legge di riforma, infatti, è al vaglio della Camera dei Deputati.

La BCC di Civitanova Marche e Montecosaro da settimane si sta battendo per una riforma che sia rispettosa delle BCC in salute, solide e che hanno saputo gestirsi negli anni in modo virtuoso.

Ed anche in questo rush finale prima dell’eventuale approvazione della bozza di riforma, l’Istituto civitanovese intende far sentire la sua voce a tutela delle BCC di piccola e media dimensione “che, come quella di Civitanova appunto, hanno sempre operato correttamente ed onestamente a vantaggio dei propri territori, nonché dei propri soci, clienti e dipendenti”.

“Se la riforma verrà approvata, l’intero Credito Cooperativo risulterà sconfitto - continuano Palombini e Bindelli, quest’ultimo anche delegato per conto della Banca a seguire i rapporti col Credito Cooperativo -; il testo presentato all’Aula di Montecitorio, infatti, non conserva né i principi mutualistici e cooperativi né quelli di solidarietà e autonomia nel rapporto con i territori”.

“Il nocciolo del problema - aggiungono - è che con la riforma le posizioni apicali e di responsabilità del Credito Cooperativo nazionale resteranno in capo a chi ha mostrato non ineccepibili capacità gestorie delle BCC che hanno governato in prima persona e, soprattutto, in capo a chi è stato destinatario di provvedimenti sanzionatori da parte della Banca di Italia. Certo è che se a dirigere la nuova holding fossero state chiamate persone tipo Draghi, Passera, Messina, etc., non sarebbe stato ugualmente mantenuto il principio mutualistico e cooperativistico ma, con ogni probabilità, si sarebbero forse risolti i veri problemi del Credito Cooperativo: ovvero governance, efficienza ed innovazione”.

Quello che è stato presentato in Parlamento, ribadiscono, è un autentico mostro giuridico. E gli stessi ertici della BCC di Civitanova snocciolano le motivazioni di questa definizione e argomentano nel dettaglio i motivi per cui ritengono che il risultato cui si approderà con la riforma sarà estremamente negativo.

 

IL NODO DELLA VICENDA

Uno dei punti maggiormente discussi è la soglia altissima, 200 milioni di euro di patrimoni netto, richiesta per la “way out”, ovvero per le BCC che non volessero entrare a far parte della holding unica prevista dal progetto di riforma.

“Preso atto della impossibilità di abbassare la soglia minima di patrimonio netto richiesta - dicono Palombini e Bindelli - la speranza delle tante Bcc serie ed oneste e disposte a sacrificarsi per le consorelle in difficoltà a condizione che vengano salvaguardati i principi di meritocrazia, mutualismo e autonomia nel rapporto con i territori, risiede nella forza e nel coraggio che il board di Cassa Centrale Banca dovrà dimostrare nelle prossime settimane nel tentativo di imporre il proprio progetto industriale di capogruppo. Progetto che, al momento, resta ancora l’unico ad essere stato mostrato alle BCC e a potersi vantare di innovatività, efficacia, serietà e trasparenza, e che presuppone, come dichiarato dal presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi, anche la riforma dei soggetti esistenti, in particolare ICCREA Holding SpA e, soprattutto, Federcasse”.

 

AZIONI RISARCITORIE E INCARICO LEGALE ALL’AVVOCATO PIZZIRUSSO DEL FORO DI MACERATA

“In attesa dell'imminente conversione in legge del decreto legge emendato e nella speranza che Cassa Centrale Banca riesca a soccorrere l’intero sistema del credito cooperativo, il Consiglio di Amministrazione della BCC di Civitanova Marche e Montecosaro, oltre a restare in contatto con numerose BCC operanti nelle più svariate zone d’Italia, a tutela e a salvaguardia dei diritti dei propri soci, clienti e dipendenti e del proprio territorio, ha deliberato il conferimento dell’incarico professionale a favore dell’avv. Gerardo Pizzirusso del Foro di Macerata affinché siano accertate eventuali responsabilità nel processo di riforma del credito cooperativo, portato avanti da circa un anno da Federcasse con l’ausilio delle federazioni regionali, e siano valutate eventuali azioni tese a risarcire il danno subito o che potrà subire la BCC a seguito della conversione in legge del decreto”.

Letture:4042
Data pubblicazione : 22/03/2016 15:10
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications