Economia
Verdure straniere, pericoli per la salute anche nelle Marche
Verdure straniere, pericoli per la salute anche nelle Marche

L'allarme è lanciato dalla Coldiretti regionale, che sottolinea come anche nelle Marche siano triplicate le importazioni di frutta e ortaggi da paesi che usano pesticidi vietati in Europa

Le verdure extracomunitarie? Anche nelle Marche ne arrivano sempre di più. Con molti rischi per la salute. A dirlo, è la Coldiretti regionale che riporta i dati dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, contenuti nel Rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa.

I tre prodotti considerati più dannosi per il nostro organismo sono i broccoli cinesi, il prezzemolo vietnamita e il basilico indiano. Tutti e tre gli ortaggi conterrebbero residui chimici fuori norma in Europa. Secondo la Coldiretti, il problema è sentito anche nella nostra regione, dal momento che nel giro di dieci anni è quasi triplicato il valore della frutta importata dai paesi extracomunitari, passato da 13 a 30 milioni di euro, secondo la rielaborazione di dati Istat condotta dall'associazione dei coltivatori. 

Pericoli verrebbero anche dal peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenia, contaminati in un caso su dieci (10%). Poi anche dai meloni e i cocomeri provenienti dal Sud America. Sarebbe inoltre irregolare la menta che arriva dal Marocco, un altro Paese al quale, dice sempre la Coldiretti, "sono state concesse agevolazioni dall’Unione Europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali".

L'accordo con lo stato nordafricano è stato fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché farebbero uso di pesticidi vietati nel nostro continente.

“E’ giunto il momento di rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri – sottolinea Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Marche  – Solo in questo modo sarà possibile liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

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Data pubblicazione : 21/04/2016 09:46
Scritto da : redazione
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