Economia
Referendum, niente quorum. La delusione di Legambiente Marche

Una sconfitta della politica, della democrazia e della partecipazione: l'amarezza per l'esito negativo nelle parole del Direttore regionale Andrea Bagalini

Referendum, niente quorum. La delusione di Legambiente Marche

 

Ci sperava Andrea Bagalini, Direttore di Legambiente Marche e presidente del circolo Legambiente Fermano. Ci sperava perchè, nonostante l'invito all'astensione giunto da più fronti, in primis dal Presidente del Consiglio, la lunga campagna elettorale attivata da centinaia di comitati in ogni angolo del Paese aveva mostrato un interesse crescente da parte dei cittadini.

Invece, niente quorum per questo Referendum che mirava all'abrogazione della norma riguardante la possibilità di prolungare le concessioni entro le 12 miglia marine già in atto.

Nonostante alcuni riferimenti statistiche a consultazioni precedenti, i numeri registrati nel corso della giornata hanno lentamente certificato la sconfitta: alle ore 11 l'affluenza si attestava all'8.36%, alle 19 si toccava quota 23.48%. E mezz'ora dopo l'inizio dello spoglio si arrivava poco oltre il 30%. Troppa la distanza da quel 50% + 1 necessario per rendere valida la consultazione.

 

Bagalini, questo 17 aprile rimarrà una ferita aperta.

“E' una grande sconfitta per tutti, non solo per noi come associazione e per tutti quanti si sono impegnati in questi mesi. Questa è una sconfitta della politica, della democrazia e del significato di partecipazione dei cittadini. Certo, magari avvicinandoci di più alla soglia fatidica del 50% più uno avremmo avuto più forza, pur non avendo vinto. Perchè non è il singolo quesito che avrebbe inciso sulle nostre vite ma il valore simbolico di questo Referendum.”

 

Valore simbolico che sembra non essere stato compreso.

“No. Stamattina facendo un giro ho parlato con tante persone, giovani e adulti, che continuavano a dirmi: 'Tanto non contiamo niente, il voto non vale niente, tanto poi quelli continuano a fare quello che vogliono'. E' diventato una sorta di principio: il mio voto di cittadino non conta. Magari il singolo quesito non ha stimolato e, forse, se avessimo parlato di pensioni più alte o tasse più basse sarebbe stato diverso, ci sarebbero state le file per votare. La gente non ha capito, c'è stata molta confusione e poca informazione, voluta anche dai media importanti. Noi quel poco che potevamo fare lo abbiamo fatto ed è arrivato, anche se a pochi. Perchè non è neanche semplice spiegare un quesito così tecnico, anche con documentazione appropriata.”

 

E da domani, anzi, a partire da questo momento cosa farà Legambiente?

“Saremo sicuramente più determinati di prima. Ho visto la puntata di Report questa sera sulle rivoluzioni in ambito energetico e mi sono convinto ancora di più che non possiamo permetterci ancora questo stile di vita. Dobbiamo smetterla con i combustibili fossili, non è più sostenibile questo modo di agire. Il cambiamento climatico è un problema enorme e occorre cambiare subito. Deve esserci un'inversione totale, altrimenti non ne veniamo fuori. Poniamoci una domanda: tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016 c'è stato un inverno? Abbiamo forse vissuto una stagione invernale? Ci sono problematiche gravi che vanno affrontate, inutile prenderci in giro. Al momento ci toccano poco, ma il punto di non ritorno è vicino. Come associazione continueremo a lottare su questi temi, indipendentemente dall'esito del Referendum. Sì, saremo più determinati su argomenti sui quali abbiamo sempre lavorato, perchè convinti della loro straordinaria importanza. E sì, è tempo di cambiare verso, anzi, forse è già passato.”

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Data pubblicazione : 17/04/2016 23:32
Scritto da : Andrea Braconi
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