Economia
Referendum: prima si ride, poi si vota Sì. Evento finale del Coordinamento fermano con Macchini

Stasera il Coordinamento fermano per il Sì organizza un evento finale in Piazza del Popolo a Fermo con la partecipazione del comico Piero Massimo Macchini

Referendum: prima si ride, poi si vota Sì. Evento finale del Coordinamento fermano con Macchini

Stasera, venerdì 15 aprile, dalle ore 21.45 in Piazza del Popolo di Fermo, con la partecipazione straordinaria di Pier Massimo Macchini si terrà l’evento finale organizzato dal Coordinamento fermano “Vota Sì per fermare le trivelle”. Al termine della campagna referendaria che ha visto il Comitato promotore di molteplici iniziative nel territorio fermano, sarà lanciato un ultimo appello ai cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare Sì per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di idrocarburi, entro le 12 miglia dalla costa, di non avere più scadenze.

 

Come nelle assemblee tenutesi nelle scorse settimane, il Coordinamento elenca i motivi per il Sì al quesito referendario:

 

VOTANDO SÌ diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.

 

VOTANDO SÌ non rinunciamo a una risorsa strategica. Il contributo delle attività estrattive entro le 12 miglia sono pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio: quantitativi ridicoli per i nostri fini energetici, a fronte di rischi incalcolabili. Un contributo energetico che è abbondantemente compensato dal calo dei consumi in atto e che non comporterebbe alcun aumento di importazione. Se vince il SI, il popolo italiano dirà che questo gioco non vale la candela.

 

VOTANDO SÌ ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.

 

VOTANDO SÌ diamo più forza alle fonti rinnovabili. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese, sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando il biometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.

 

VOTANDO SÌ diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che le compagnie, una volta scaduta la concessione, smantellino piattaforme, pozzi e tutte le infrastrutture, come previsto dalla legge.

 

VOTANDO SÌ cancelliamo i privilegi di cui godono le lobby petrolifere. Il 70% delle concessioni produttive oggetto del referendum non paga le royalties, perché estrae un quantitativo minore della franchigia prevista dalla legge. Il risultato è che nulla è versato nelle casse dello Stato. Se vince il SÌ, elimineremo questi privilegi e non continueremo a “svendere” il nostro mare.

 

VOTANDO SÌ fermiamo le trivellazioni ancora consentite nelle 12 miglia dalla costa. Oggi nel nostro Paese non è possibile ottenere nuovi permessi per trivellare entro le 12 miglia. Ma nulla impedisce che, nell’ambito delle concessioni già rilasciate e attualmente senza scadenza, siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi, come nel caso delle piattaforme VegaB nel canale di Sicilia e Rospo Mare in Abruzzo. Se vince il SI, elimineremo il pericolo di nuove trivellazioni entro le 12 miglia.

 

VOTANDO SÌ creiamo altra occupazione nel settore energetico, quello rinnovabile e dell’efficienza. Non sarà il referendum a mettere a rischio i posti di lavoro del settore di estrazione di petrolio e gas, comparto già in crisi da tempo: il 35% delle compagnie petrolifere sono già ad alto rischio fallimento, visto il crollo del prezzo del petrolio. Se vince il SI, possiamo dare gambe alle rinnovabili, raggiungendo i risultati della Germania con 400mila occupati nel settore.

 

VOTANDO SÌ diamo un contributo alla lotta ai mutamenti climatici. Alla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, il Governo italiano - insieme ad altri 194 paesi - ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, dichiarando fondamentale l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Se vince il SI il popolo italiano sarà coerente con questo impegno.

 

VOTANDO SÌ difendiamo il nostro diritto a decidere sulle scelte importanti del nostro Paese.

Ci rimane poco tempo per raggiungere il risultato di portare a votare il 50%+1 degli elettori per raggiungere il quorum, noi, però, continuiamo a mettercela tutta; ognuno può contribuire divulgando la notizia e partecipando all’iniziativa di domani sera.

 

Le adesioni al Coordinamento fermano “Vota SI per fermare le trivelle”:

ALOE, Altra Europa Fermo, ANPI Fermo, Associazione Casa Comune ONLUS, Archeoclub Fermo, Athena Possibile, Cai Fermo, CITASFE, Collettivo Tatanka, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, CSOA Officina Trenino, CVM Comunità Volontari per il Mondo, Democrazia e Lavoro, FAI Fermo, FIOM, GaStorto, ISDE – Associazione medici per l'Ambiente Fermo, Italia Nostra Fermo, Circolo Legambiente fermano, Presidio Libera Fermo, Lipu Fermo, Meetup5Stelle Fermo, Movimento5Stelle PSG, Movimento Decrescita Felice, PDCI, Rifondazione Comunista, SEL, Slow food fermano.

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Data pubblicazione : 15/04/2016 10:13
Scritto da : Redazione
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