Economia
Per Coldiretti la scadenza dell'olio resta

Presa di posizione dopo che la riunione della Commissione politiche dell’Unione Europea del Senato che ha di fatto cancellato il termine minimo di conservazione non superiore ai 18 mesi per l’olio di oliva

Per Coldiretti la scadenza dell'olio resta

Togliere la data di scadenza dell’olio di oliva per favorire lo smaltimento delle vecchie scorte a danno dei consumatori è un errore che mette a rischio la qualità dell’offerta ed è per questo che i produttori marchigiani di Campagna Amica continueranno ad indicare il termine di 18 mesi nelle loro bottiglie.

A sottolinearlo è la Coldiretti Marche dopo l’esito delle votazioni della Commissione politiche dell’Unione Europea del Senato che ha esaminato la Legge europea 2015, cancellando, su richiesta della Commissione Ue, quella disposizione della legge “salva olio” che prevedeva un termine minimo di conservazione non superiore ai diciotto mesi per l’olio di oliva.

Con il recepimento delle indicazioni comunitarie la data di scadenza potrà ora essere decisa liberamente dagli stessi imbottigliatori, il che equivale di fatto a cancellarla, poiché ognuno potrà metterla in base ai propri interessi commerciali ed è evidente il rischio che in molti ne approfitteranno per smaltire l’olio vecchio.

Con l’invecchiamento, precisa la Coldiretti, l’olio comincia però a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell’organismo.

Da qui la decisione dei produttori marchigiani di olio extravergine di Campagna Amica di continuare a rispettare il termine dei diciotto mesi. “In questo modo continueremo ad assicurare ai consumatori la qualità del prodotto proseguendo sulla strada che in questi anni ha visto l’extravergine Marche diventare sinonimo di eccellenza – spiega Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Marche –. Un risultato ottenuto grazie al lavoro effettuato dalle nostre aziende sulle tecniche di raccolta, la lavorazione immediata, l’ammodernamento degli impianti, assieme alla scelta di puntare sulle cultivar del territorio e sul monovarietale, come segno distintivo nei confronti del cittadino”.

Secondo un'analisi Coldiretti su dati Istat, le aziende olivicole nelle Marche sono circa 22.000 su una superficie di circa 10mila ettari di oliveti, con 160 frantoi attivi. Per quanto riguarda il biologico, la aziende sono 1.000, per una superficie di circa 1.600 ettari. Il valore della produzione olivicola marchigiana è di 20 milioni di euro, mentre quello dell’export ammonta a 2,3 milioni di euro (dato 2015). Le Marche vantano anche due Dop nel settore olivicolo (Olio di Cartoceto Dop e Oliva Ascolana del Piceno Dop).

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Data pubblicazione : 07/04/2016 10:22
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Fabio Petrini

    08-04-2016 17:17 - #1
    E' una decisione lodevole. Ora sta a tutti noi fare attenzione quando facciamo acquisti.
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