Cronaca
Marina di Altidona. La Guardia di Finanza mette i sigilli al Camping Riva Verde

Il Camping Riva Verde di Marina di Altidona è stato posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto ieri mattina, in seguito a delle indagini da parte della Procura.

Marina di Altidona. La Guardia di Finanza mette i sigilli al Camping Riva Verde

Dalle prime voci che trapelano, sembra che il reato contestato da parte della Procura di Fermo al titolare del campeggio fermano, sia quello della lottizzazione abusiva.

Sarebbero stati sequestrati alcuni impianti abitativi mobili.

Un sequestro che ricorda ciò che accadde nel febbraio del 2016 al vicino Verde Mare: anche in questo caso infatti il titolare, Felice Chiesa, era stato chiamato a rispondere del reato di lottizzazione abusiva.

 

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Letture:8101
Data pubblicazione : 15/02/2018 09:05
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
7 commenti presenti
  • Paolo

    07-06-2018 21:50 - #7
    Che peccato .. Che tristezza. Ideale,perfetto, dai riaprite che prenotiamo subito.. Comunque grazie oer i due anni passati assieme Paolo da bg
  • Luciano

    16-02-2018 20:49 - #6
    In ITALIA o rubi o devi soccombere a questi ******** che ci governano e ci succhiano fino all' ultima goccia di sangue. Addio mia bellissima ITALIA sei destinata alla rovina.
  • GILBERTO

    16-02-2018 20:22 - #5
    La questione è semplice, la colpa non è ne della Procura e ne dei proprietari ma,semplicemente, della incapacità della Regione Marche di gestire, normativamente, un problema vecchio di secoli. Le norme che si sono susseguite nel corso degli anni nella nostra amata regione sono state sempre raffazzonate, illeggibili, contraddittorie e speso grammaticamente scritte male. Un mix micidiale che ha dato i risultati attuali. Dobbiamo farcene una ragione. Sono passati gli anni, è cambiata la richiesta turistica per questo tipo di strutture, ma la normativa non è cambiata o cambiata secondo le urgenze stagionali. I comuni hanno fatti i pesci in barile dando “interpretazioni “ fantasiose o peggio delegando ad altri l’interpretazione corretta magari agli stessi proprietari ed ecco il risultato. Diciamocelo francamente se la Procura o gli organi preposti al controllo guardassero, oggi, tutti i campeggi contemporaneamente , tutti sarebbero irregolari. Chi per la trasformazione di piazzole in case in legno, chi perché non rispetta il PAI, chi per ampliamenti realizzati e mai concessi, tutti avrebbero i loro problemi. Insomma un fallimento totale su ogni fronte turistico. Che fare ? La prima cosa, per evitare in futuro nuove situazioni di questo genere sarebbe opportuno fare uno studio della situazione dei camping della regione Marche, fotografarne l’attualità e dare in mano a persone competenti la responsabilità di riscrivere una nuova, chiara e adeguata legge regionale per tali strutture responsabilizzando proprietari e comuni e dando un periodi massimo di tre/quattro anni per il loro adeguamento pena la chiusura definitiva delle strutture. A fronte dell’aspetto edilizio sarebbe interessante porre all’attenzione un altro problema, anche questo arcinoto e cioè quello della ridistribuzione dei proventi “certi” sul territorio, con l’obbligo della manutenzione delle strade, del verde e dei territori in cui ricade il loro raggio di influenza. Perché, se è vero che in estate tutti beneficiano delle presenza dei campeggi, nel periodo invernale tocca al Comune (quindi a tutti noi) accollarci le spese per la manutenzione delle infrastrutture i cui maggiori fruitori sono proprio i proprietari dei campeggi. Visto che i proventi non sono poca cosa anche questo sarebbe un segnale forte per risolvere i loro problemi.
  • nevio

    16-02-2018 13:00 - #4
    Anche io credo che queste anomalie si sarebbero dovute scoprire molto prima, ma io premio chi le sta scoprendo perchè non è giusto verso gli abitanti dei paesi e nemmeno per i campeggiatori itineranti che giungendo ai campeggi non trova posto perchè occupati dagli stanziali esageratamente troppi e che sono costretti a proseguire in altri campeggi o magari essere costretti a vendere i mezzi dato l'impossibilità di trovare dei posti senza dover prenotare. Critico Luca perchè non è al corrente che anche in toscana è stato tartassato il camping Park Albatros perchè anche aqui vi erano molte costruzioni abusive.E nemmeno quello di lido di Savio dove addirittura è stato completamente smantellato.
  • Angelo

    16-02-2018 08:16 - #3
    Si, in effetti si doveva "svegliare" prima... La crisi attuale è anche figlia di decenni di lavoro "nero" che ha arricchito pochi, illuso molti e rubato a tutti. Ora che i buoi sono scappati ( non dalla stalla, ma alle Cayman ) il lavoro da fare è poco, sporco e politicamente pericoloso. Se la GDF scopre un furbetto tutti dovremmo essere felici: purtroppo non è così. Il ricatto del "posto di lavoro" è un arma, non un opportunità. Chi ora critica la Procura è paragonabile alle folle di "bravi scugnizzi" che a Napoli protestano per l'arresto dei boss ( e lo fanno per lo stesso motivo, un posto di lavoro). È un epilogo triste, e sicuramente, a breve , sarà cavalcato da un moderno Robin Hood, pronto per una poltrona a Roma.
  • Lucia

    15-02-2018 20:40 - #2
    Certo le strutture devono essere a norma e sicure, ma se chiude anche questo diciamo addio al turismo. Molte attività andranno in crisi.
  • Luca

    15-02-2018 10:48 - #1
    Complimenti alla Procura della repubblica. Ancora dobbiamo farci del male? Di questo passo del turismo fermano non rimarrà più nulla. Ma è possibile che dopo 30 anni 40 anni la procura si svegli proprio adesso. È una vergogna. Questa è l'Italia
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