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La Casa della Memoria racconta la prima guerra mondiale, la shoah e le foibe con 14 appuntamenti

La Casa della Memoria di Servigliano, associazione presieduta da Giordano Viozzi, ha presentato il cartellone degli eventi 2018-2019. Ben 14 appuntamenti si snoderanno in sei mesi. Un ottimo lavoro da parte del Consiglio direttivo, che con largo anticipo mette a punto un cartellone che abbraccia Giornata della Memoria, Giorno del Ricordo, proiezioni di documentari, concerti e presentazioni di libri.

La Casa della Memoria racconta la prima guerra mondiale, la shoah e le foibe con 14 appuntamenti

“È la prima volta che la nostra associazione avvia una programmazione ben definita e lo fa per un preciso scopo: divenire un punto di riferimento territoriale per la cultura e la divulgazione storica – commenta Giordano Viozzi –. Mai come in questo momento c’è bisogno di dialogo e conoscenza, per non saltare a conclusioni affrettate sul mondo che ci circonda, e conoscere la storia può servire per non commettere nuovamente errori che già ci hanno portato a conseguenze disastrose. Oltre che a Servigliano, alcuni eventi si svolgeranno a Belmonte Piceno e a Santa Vittoria in Matenano: la storia del Campo di Servigliano deve essere condivisa e allargata il più possibile. Siamo orgogliosi di avere avviato collaborazioni importanti con il Conservatorio di Fermo per la parte musicale e con l’associazione Progetto Musical per la parte artistica. Collaboreremo con il Festival ‘Belmonte ama il Teatro’ in occasione dello straordinario spettacolo dedicato alla figura di Irena Sendler. Anticipo che onoreremo il soldato Keith Killby durante i Freedom Trails. Il mio più sentito ringraziamento al Comune di Servigliano, che ci sostiene economicamente, e alla Provincia di Fermo, che patrocina l’intero programma”.

 

Si comincia sabato 17 novembre, alle ore 18.30 (ex stazione di Servigliano), con la presentazione del libro "L'inutile strage, contro storia della Prima Guerra Mondiale”; sarà presente l’autore Giorgio Giannini. L’incontro sarà moderato da Paolo Giunta La Spada, direttore scientifico della Casa della Memoria. “Non si tratta di celebrare, ma di ricordare – spiega Giunta La Spada introducendo l’appuntamento con Giannini –. L’Italia dichiarò guerra all'Austria il 23 maggio del 1915. Non c'era alcuna ragione che giustificasse l'ingresso dell'Italia nel conflitto viste le trattative del governo con Vienna, e le concrete possibilità di accordo con Londra: poteva essere sfruttata la neutralità ottenendo non solo Trento, Trieste, e le ‘terre irredente’, ma anche tutti i vantaggi che sarebbero derivati da una condizione interna di pace”. Il direttore scientifico offre le cifre del primo conflitto mondiale: “Vennero chiamati alle armi quasi 6 milioni di italiani, più di 4 milioni furono impiegati in prima linea. I morti in guerra, o per cause di guerra, furono quasi 700.000. I feriti furono un milione;  di questi 463.000 riportarono menomazioni permanenti. I prigionieri italiani furono circa 600.000, metà dei quali catturati dagli austro-tedeschi dopo la disfatta di Caporetto del 24 ottobre 1917. Ben 100.000 italiani morirono durante la prigionia per le epidemie infettive presenti nei campi, ma soprattutto di fame, a causa del criminale ordine imposto dal governo italiano di bloccare i pacchi delle famiglie ai figli prigionieri, indicati come possibili colpevoli di vigliaccheria. La cosiddetta battaglia finale a Vittorio Veneto fu in realtà la constatazione della resa, dello sbando e del crollo irreversibile dell'impero austro-ungarico, spazzato dalle divisioni delle insorgenti nazionalità che lo avevano composto per secoli. Se gli italiani dovessero scegliere una battaglia decisiva per le sorti della Patria, e rappresentativa della ritrovata unità nazionale nell'amara tragedia del conflitto, questa dovrebbe essere senz'altro la battaglia del Piave, e non di Vittorio Veneto”.

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Data pubblicazione : 16/11/2018 09:50
Scritto da : Redazione
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