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Il Verde Mare non riaprirà. La proprietà ha detto "no". Riccio: "Rimaniamo con un pugno di mosche, è la distruzione di un territorio"

Il 13 marzo era arrivata la decisione del Tribunale del Riesame sulla riapertura del Verde Mare per la stagione estiva, una riapertura che aveva in parte accolto la richiesta: era infatti stata accettata la richiesta di amministrazione giudiziaria escludendo però l'ultilizzo delle roulotte dei campeggiatori.

Il Verde Mare non riaprirà. La proprietà ha detto

Oggi la proprietà del Verde Mare ha deciso però di non avvalersi della decisione del Tribunale del Riesame. Come spiega Fulvio Riccio, presidente del Comitato "Salviamo il Verde Mare", "la Procura ha inserito delle clausole per la verifica del sequestro che sono impossibili e gravose da sostenere come una vigilanza armata sette giorni su sette e ventiquattro ore al giorno e l'apposizione di reti metalliche su tutte le roulotte; clausole che costano centinaia di migliaia di euro."
"Non ci sono quindi le condizioni per permettere la riapertura del Campeggio - continua Riccio. Siamo profondamente amareggiati nel constatare che non si è cercato di trovare una soluzione. Dopo mesi e mesi di battaglia in cui la proprietà aveva ottenuto la riapertura stagionale, ci sarebbe potuta essere una migliore comunicazione per la riapertura del Campeggio."
"In tre giorni - spiega Riccio - abbiamo avuto più di 300 prenotazioni con un ricavato che si aggira sui 300mila euro, il Comitato ha cercato di garantire una riapertura che non gravasse sul momento difficile che c'era. La proprietà però non ha visto gli sforzi come tali e ha deciso di non riaprire; rimaniamo quindi con un pugno di mosche."
"Questo secondo me è l'epilogo del Verde Mare - conclude Riccio. Non capisco come un sistema-Paese, partendo dalla Procura, possa massacrare e distruggere un territorio in questo modo. Mi sembra un accanimento e soprattutto la morte del turismo."

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Data pubblicazione : 29/04/2017 11:52
Scritto da : Alessandra Bastarè
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Antonio

    02-05-2017 08:42 - #2
    le anomalie in questa vicenda rimangono tutte, come le condizioni capestro per tenere aperto il campeggio, ma le regole (da prendere con le pinze le teorie della procura) valgono solo x il Verde Mare, gli altri campeggi continunano a lavorare. Se si è onesti intellettualmente questo lo si deve riconoscere a prescindere, che qualcosa non vada nella vicenda è chiaro x tutti, anche per i giustizialisti a tutti i costi che pontificano da una tastiera. Mi aspetto adesso un bel comunicato stampa da parte del Verde Mare, che chiarisca, per quanto possibile, l'inevitabile chiusura del campeggio più grande della zona, e scusate se è poco. X Torresi Mauro, se ci sei batti un colpo.
  • Giuseppe Beltrami

    29-04-2017 16:43 - #1
    Verde Mare chiusura ! La proprietà ha deciso di non avvalersi della possibilità di riaprire con le condizioni imposte dal Tribunale e se la prende con la Procura che non ha fatto altro che applicare la norma regionale. Ora c'è chi dice che ci vuole buon senso ed è anche il mio pensiero. Le cose non stanno proprio così. Applicare le norme che piaccia o non piaccia, è un obbligo ed i campeggi non sono diversi da altri. Io privato se sbaglio pago e questo in uno stato democratico deve valere per tutti. I campeggi hanno ottenuto vantaggi enormi in nome di una pseudo economia del turismo che ha permesso di costruirli (sbagliando) in zone ad alto rischio e dove ci sono tutele e norme da rispettare. Insomma, come sempre, e questo vale anche per il Verde Mare, c'è il principio della socializzazione delle perdite (posto di lavoro) e privatizzazione dei profitti. Questo ha prodotto il disastro economico di questa nazione. Alitalia, Bagnoli, per arrivare alla nostra SADAM, con tanto di cassa integrazione in deroga. Insomma in nome del profitto e degli interessi di pochi i danni sono accollati a tutti,compresi gli operai del Verde Mare ! Spiace sig. Riccio ma Lei, insieme a tanti altri lavoratori, siete vittime di questo sistema balordo di massimizzare i profitti infischiandosene di tutti. Bastava solo e su questo concordo con Lei buon senso si, ma da parte della proprietà ! Non credo che realizzando quanto prescritto o regolarizzando le cose che non andavano sarebbero serviti, come detto, importi così esorbitanti da giustificare la chiusura. Il sistema del turismo nei campeggi guardando i dati passati ha fornito notevoli utili e non sarà certo l’adeguamento rispetto a quanto prescritto a mettere in difficoltà economiche i titolari del Verde Mare come di altri campeggi. Ho l’impressione che, come in questo caso, il muro contro muro non paga mai. Il guaio è che ci sentiamo sempre più spesso, tutti, un po Marchese del Grillo, ma poi sig. Riccio la fine è segnata ! Cordialità
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