Attualità
Don Vinicio Albanesi: la "libertà" di essere violenti con disabili, bambini e anziani

"Fanno riflettere le notizie recenti sulle violenze gratuite e feroci contro persone fragili (bambini, disabili, anziani...) che ormai quotidianamente la cronaca riferisce. Che succede è la domanda logica a tale esplosione. Le chiavi della risposta possono essere due: arroganza e disprezzo". Con queste parole don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, commenta le notizie di abusi e maltrattamenti denunciati in questi giorni in diverse regioni, dal Nord al Sud d'Italia, all'interno di strutture di riabilitazione o residenziali e da privati, come nel caso recente ed eclatante dell'attore Francesco Nuti. Luoghi di cura che diventano luoghi di sofferenza e umiliazione ed educatori che agiscono come feroci aguzzini.

Don Vinicio Albanesi: la

"L'arroganza di chi sa che la persona offesa non può riferire ciò che soffre, perché non è in grado di raccontare. Da qui la "libertà" di essere violenti. Solo dopo mesi infatti si scoprono le umiliazioni che bambini, anziani, disabili hanno subito. Né tutto viene sempre scoperto. Un'arroganza che ha radici profonde di chi si sente forte, superiore e soprattutto senza controlli - prosegue don Albanesi -. Una specie di 'potenza frustrata' che si scatena su quanti non possono reagire. Né si tratta di persone dall'equilibrio psichico instabile: sono persone invece solamente arroganti e crudeli. A ben riflettere questi comportamenti ricordano la ferocia di molti furti nelle case contro persone indifese o abitanti in case solitarie".

"La seconda radice è il disprezzo nei confronti di chi si assiste perché, alla fin fine, i destinatari dei servizi sono considerati senza stima e senza futuro", sottolinea il presidente di Capodarco. "L'assistente disprezza lui stesso il lavoro che svolge, diventando oltre che persecutore vittima di un'occupazione che non ama e che probabilmente non ha scelto. Né la cosiddetta professionalità riesce a risollevare la 'pochezza' del lavoro svolto, perché spesso accettato in mancanza di meglio".

"Accompagnare persone fragili esige un grande equilibrio e un'elevata preparazione professionale: ma non sono sufficienti. È necessario aver acquisito il rispetto della persona in qualsiasi condizione essa si trovi. Le difficoltà delle relazioni, la fatica delle intemperanze, la dissociazione non possono essere né annullate, né spiegate. Possono essere solo gestite: con rispetto e amore. Purtroppo la cultura dominante non aiuta questo processo: ogni giovane in cerca di occupazione chiede un posto chic, ben pagato, professionalmente esaltante: fare l'assistente non ha nessuna di queste caratteristiche. Né la risposta delle istituzioni riesce a garantire dignità, risorse, accompagnamento per dare qualità a chi non è in grado di gestire autonomamente la propria vita".

Per don Albanesi "una riflessione seria che non può fermarsi allo sdegno momentaneo che la cronaca nera suscita, ma che deve far riflettere sullo stile di vita corrente, rivedendo alcuni canoni di comportamento: l'arroganza e il disprezzo sono purtroppo alimentate e non combattute".

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Data pubblicazione : 11/02/2016 10:24
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • irene

    15-02-2016 14:03 - #3
    Cara Francesca Vitali, non la conosco ma mi permetto di farle solo una domanda: se fossero stati suo fratello, sua sorella, suo nipote, suo figlio etc le vittime di tale inaccettabile ed ingiustificabile violenza, avrebbe pensato le stesse cose? Se non si regge lo stress, non si può svolgere certi tipi di lavori che sono più che altro "missioni". Nulla giustifica atti disumani soprattutto su chi non è in grado di difendersi.
  • anna

    11-02-2016 20:39 - #2
    Caro don Vinicio, da dove ripartire, quando una legge dello Stato permette l'uccisione di un bambino nel ventre materno ? Altro che picchiarlo, lo si uccide legalmente ! E quando si vuole legalizzare la compravendita del bambino dalla madre povera ? Idem come sopra, se si vuole accettare che un bambino sia su un listino prezzi ! Le violenze su anziani , bambini e disabili vengono da lontano. E quando ci sarà l'eutanasia, ci meraviglieremo ancora di anziani picchiati ?
  • Francesca Vitali

    11-02-2016 16:19 - #1
    Concordo con l'analisi fatta da Don Vinicio, ma è vero pure che i turni di lavoro sono lunghi, il personale scarso e stare a contatto di bambini, anziani e disabili è molto faticoso.Il forte stress è una componente che incide sui comportamenti di chi si occupa di costoro. Con un orario di lavoro ridotto e meno incombenze, forse alcuni casi si verificherebbero ugualmente, ma altri forse no.
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