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#IoNONmiUCCIDO. Un altro pezzo del territorio se ne va. Sport & Street di Fermo chiude. Lo sfogo dei titolari

“In Italia si uccide un imprenditore ogni 5 giorni e molti di più chiudono i battenti nel più totale silenzio generale. Dietro ad ognuna di queste tragedie c’è una storia di ordinaria follia. Le motivazioni scatenanti però si ripetono: per alcuni è il pizzo, per altri l’usura, per altri ancora una tassazione assurda. Nel nostro caso è stata una banca”. Inizia così lo sfogo di Massimiliano Bartocci, Stefano Postacchini, Alessandra Bartocci soci della Sport & Street srl. Nella lettera/comunicato arrivata a tutti gli organi di stampa si fanno nomi e cognomi, ma, vista la vicenda quanto mai delicata, preferiamo non fare riferimenti diretti, nel rispetto di entrambe le parti. L'amara realtà è che una nuova realtà commerciale della città, conosciuta in tutto il territorio, chiude i battenti.

 #IoNONmiUCCIDO. Un altro pezzo del territorio se ne va. Sport & Street di Fermo chiude. Lo sfogo dei titolari

Soci che spiegano come una banca: “Ci ha inviato una raccomandata con cui si chiedeva la restituzione entro 3 giorni di una somma pari a 63.000 euro per la revoca di un finanziamento, (in regolare ammortamento, vale a dire senza alcuna rata sospesa, garantito personalmente da tre soci e con ulteriore garanzia consortile ) e l’ aperture di credito con una motivazione tanto assurda quanto non vera “in presenza della perdita di esercizio riportata in Bilancio al 31.12.2013 la Società non ha ancora provveduto alla ricostituzione del capitale sociale ". Si tratta infatti di un macroscopico errore visto che la copertura delle perdite risulta nel verbale di approvazione del bilancio che il 20 agosto 2014 la società ha depositato presso la Camera di Commercio di Fermo”.

I soci di Sport & Street scrivono: “Non solo. Per fare ancora più male viene revocato anche un credito famiglia del nostro amministratore, che di fronte a questa azione si ammala e rimette l’incarico. E per fare ancora più male l’Ufficio Rischi rifiuta un colloquio invitandoci a parlare con il direttore della filiale di Porto San Giorgio che a sua volta si dichiara non responsabile”.
Titolari che spiegano come la banca in questione: “Non risponde al nostro reclamo (inoltrato il primo di Dicembre) in cui è allegato per l’ennesima volta il verbale di approvazione del bilancio e copertura delle perdite che è pubblico in quanto depositato alla Camera di Commercio. E per fare ancora più male il 12 Dicembre la banca procede alla segnalazione alla centrale rischi della Banca d’Italia, senza che vi sia stato nessun inadempimento da parte nostra e per un credito ampiamente garantito. L’effetto domino su altre banche e fornitori è stato quanto più immediato”.

Soci della Sport & Street srl che scrivono: “Eravamo sicuri di aver fatto bene. Avevamo preso la decisione di sostituire il mix di prodotto nella convinzione che la sempre crescente chiusura dei negozi di articoli sportivi (se ne contano a centinaia) fosse da addebitare ai margini ridotti di quasi tutti i marchi “tecnici”. Unico scoglio è stato quello di “disfarsi” di un magazzino composto da articoli che non avremmo più venduto. Abbiamo quindi effettuato una serie di vendite promozionali e in stock con l’inevitabile inconveniente di realizzare una perdita di esercizio, prima nella nostra storia, che nel 2013 è stata considerevole. Tuttavia soci e garanti si sono preoccupati di versare nella società il denaro per sostenere questo piano industriale e per coprire le perdite. Tutto alla luce del sole. Pubblici sono i mutui ipotecari sottoscritti dal Notaio Francesco Ciuccarelli. Pubblica è la copertura delle perdite. Per negligenza o imperizia o per altra ragione a noi ignota tutto questo è sfuggito alla banca. E senza la possibilità di acquistare merce non ci rimane che chiudere il punto vendita di Fermo, liquidare tutta la merce e cercare di pagare i creditori. Stiamo ricevendo solidarietà da tutta Italia e l’interessamento di tutte le testate giornalistiche nazionali. Studi legali e associazioni di categoria ci confortano nel dire che in giudizio le nostre ragioni non possono non trovare accoglimento. Purtroppo siamo in Italia dove giustizia e tempistiche non sono certo a favore di chi vive del proprio lavoro. Nell’attesa 5 famiglie sono state senza motivo messe in enormi difficoltà. #IoNONmiUCCIDO"

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Data pubblicazione : 11/02/2015 15:50
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • mi dispiace!!

    15-02-2015 00:26 - #3
    sono un commerciante anche io con gravi difficoltà. provo andare avanti. purtroppo credo di sapere anche quale sia la banca responsabile di questa operazione (..) e guarda caso è anche la mia. qualche tempo mi hanno bloccato i pagamenti per poco piu di 5 euro (cinque euro ) di sforo oltre i 3000 (tremila) euro di fido. volete un consiglio? cercate di trattare con banche locali ( ma per favore lasciate perdere con banche del nord. la totale mia solidarietà ai soci di sport & streets. tenete duro non dategliela vinta..... in bocca al lupo
  • Micaela

    14-02-2015 10:30 - #2
    Ancora una volta la conferma che, in questo periodo socio-economico disastroso, essere persone perbene e imprenditori e/o commercianti onesti NON PAGA! Per fortuna che le banche avrebbero dovuto sostenere le piccole e medie imprese per una possibile ripresa..........DAVVERO NON CI SONO PIU' LE PAROLE.
  • Francesco Muzi

    12-02-2015 17:17 - #1
    Non conosco la storia, e quindi non mi schiero dalla parte di nessuno. Vedere l'azienda di un mio caro amico chiudere fa male. Fa male anche vedere che in questi anni la politica nostrana è stata totalmente assente. Forza Massimiliano, non mollare!
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