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Porto San Giorgio. Stasera il consiglio comunale sulla Tari. I balneari chiedono un rinvio

Si svolgerà stasera il consiglio comunale sulla Tari, ma la tassa sui rifiuti già crea scontento nel S.i.b. il sindacato balneari, che lamenta tra le varie cose come l’aumento della tassa di rifiuti sia solo a loro carico.

Porto San Giorgio. Stasera il consiglio comunale sulla Tari. I balneari chiedono un rinvio

Contestano infatti la diminuzione e ribadiscono che realmente non si tratta di un calo, ma di un vero e proprio rialzo, del 117%. È uno dei tanti aspetti venuti fuori dalla conferenza stampa voluta dal presidente provinciale Confcommercio Tarantini e alla quale sono stati convocati i capigruppo consiliari, maggioranza e minoranza, nessuno escluso. Si sono presentati solo in due, il civico Agostini e il Pd Cossiri. “Ormai la politica è interpretata come professione” è il commento che ne fa Riccardo Tarantini che si esprime anche sulle riforme del governo nazionale: “mi stanno bene le riforme del Senato e tutto il resto, ma bisogna parlare di lavoro, è quello il nodo centrale”. La crisi c’è, è forte, ed è aggravata anche dal maltempo che ha impedito ai balneari di lavorare come speravano. “Noi non abbiamo lavorato – commenta ancora Riccardo Tarantini – e se non lo abbiamo fatto come è possibile che abbiamo prodotto spazzatura? Perché non si tiene conto di questo? A settembre poi l’Agenzia delle entrate comincerà a inviare le cartelle di quanto non pagato”. Il tutto, ribadiscono alla Confcommercio, è pagato per avere un servizio che, tuttavia, non è all’altezza: bidoni e cassonetti rotti o senza coperchio sono all’ordine del giorno.

Chiedono soldi i balneari? No, chiedono solo un rinvio, una dilazione, in modo da riformulare e rimodulare l’aumento, che non può gravare solo su di essi, che lavorano 3 o 4 mesi all’anno. A spiegare il concetto è la titolare dello chalet Cavalluccio Marino, Teresa Silenzi, che ha specificato che la parte di imposta contro cui puntano in dito non è tanto quella che grava sull’attività di bar, ma quella che va a incidere sull’attività scoperta, gli ombrelloni e la spiaggia. E’ su questa aliquota che bisogna ragionare, dicono, perché la parte esterna non si sfrutta tutto l’anno. “In questo modo paghiamo non 1000 euro al mese, ma 1500” concretizza in cifre Enzo Tarantini, titolare del Canto do Mar, che non ne può più di sentirsi dire che loro, i balneari, hanno privilegi, vengono accontentati sempre e in tre mesi guadagnano e ci campano tutto l’anno.

A difesa dei balneari arriva Andrea Agostini, capogruppo 100% civico, che sottolinea come sarebbe stato opportuno che l’aumento del 13% (dall’87%) doveva essere spalmato in proporzione su tutti, cittadini e altre categorie produttive, ognuno in base a quanto già paga. Agostini nel consiglio comunale di questa sera si farà portavoce del desiderio crescente dei balneari di dilazionare l’approvazione della Tari 2014. Non si sa come andrà a finire ma di certo, non sarà un consiglio comunale tranquillo. Il capogruppo Cossiri ha ricordato che non può prendere impegni in questo senso, tantomeno nella sede di una conferenza stampa.

I balneari concludono che se muore il loro settore muore l’intera città.

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Data pubblicazione : 08/08/2014 08:58
Scritto da : Chiara Morini
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