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"Noi non chiudiamo i porti, ma apriamo le porte": Porto San Giorgio e Fermo insieme per la Festa del Rifugiato

Di questi tempi la questione dell'accoglienza dei migranti è costantemente al centro del dibattito politico, sia a livello nazionale, sia a livello locale.

La convinzione degli amministratori dei comuni coinvolti e dei membri delle associazioni che gestiscono in prima persona i progetti Sprar nel nostro territorio è che vengano veicolate informazioni sbagliate, che finiscono inevitabilmente per alterare la percezione dei cittadini: in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, che si celebra il 20 giugno, tra Porto San Giorgio e Fermo verrà allora organizzata una tre giorni per cercare di combattere queste distorsioni affermando i valori dell'accoglienza e della dignità della persona.

 

“E' una festa che aspetto con grande soddisfazione, in particolar modo in un periodo storico come questo – evidenzia il vicesindaco e assessore ai servizi sociali di Porto San Giorgio Francesco Gramegna -. Sarà un ulteriore tassello per mettere in chiaro cosa fa lo Sprar con i suoi progetti a livello di accoglienza e di integrazione: ancora una volta la nostra amministrazione e quella di Fermo si uniscono nel nome dell'accoglienza e della solidarietà”.

Fermo ha rinnovato da poco il suo progetto Sprar per altri tre anni e questo, secondo l'assessore Mirco Giampieri, è quindi il momento giusto per programmare il futuro: “Con Francesco (Gramegna, ndr) c'è una collaborazione settimanale, se c'è da fare qualcosa insieme la porta è sempre aperta – rimarca il titolare della delega ai servizi sociali del capoluogo -. Crediamo molto in questo progetto di “seconda accoglienza”: recentemente abbiamo anche stipulato una convenzione per far sì che i nostri ospiti puliscano le strade dalla spazzatura e ciò consente che si crei un rapporto diretto con i cittadini, che a nostro parere è la cosa più importante”.

Una questione, quella del contatto diretto tra ospiti dello Sprar e gente del posto, evidenziata anche dall'assessore alla cultura di Porto San Giorgio Elisabetta Baldassarri, secondo la quale la serie di incontri ed interventi pubblici organizzati in occasione di questa giornata mondiale del rifugiato serve proprio per “far conoscere le storie dei ragazzi, i loro volti, più che il progetto in sé. E' importante affermare il valore della conoscenza rispetto a certe tematiche come modalità per fugare il pressapochismo e il qualunquismo”.

 

La tre giorni fermano-sangiorgese inizierà proprio il 20 giugno (ore 21) a Fermo con un incontro del ciclo “Narrazioni e migrazioni”: presso la Sala Montalcini interverrà lo scrittore bosniaco Bozidar Stanisic.

La serata successiva, quella del 21 giugno, sarà invece dedicata alla musica e ai giovani: a partire dal tardo pomeriggio e fino a mezzanotte sul palco di Largo Bazzani a Porto San Giorgio si alterneranno tre band, “Wave”, Colorblade” e “The Klinkers”, in un evento ribattezzato “The Sound of Rights”.

La serata del 22, invece, al Teatro comunale di Porto San Giorgio andrà in scena “Il filo rosso”, lo spettacolo curato da Roberta Fonsato che vede come protagonisti i ragazzi del Liceo Artistico Preziotti-Licini e alcuni degli ospiti dei progetti Sprar di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio.

“E' un progetto ambizioso da più punti di vista – commenta la Fonsato -. Mettere insieme, integrare attraverso l'arte, è senz'altro un bel banco di prova, ma l'arte è un mezzo incredibile che porta a scoprire tanto di quello che c'è fuori e allo stesso tempo di ciò che c'è dentro ognuno di noi”.

“Sono momenti di grande spessore e contenuto – commenta Alessandro Fulimeni, coordinatore dei progetti Sprar del territorio -. Qui nelle nostre zone la Giornata del Rifugiato non viene festeggiata in maniera rituale, ma è lo sbocco ovvio e naturale di un percorso che si fa durante l'anno e che coinvolge mondo del lavoro, della scuola e delle associazioni. Noi lavoriamo per creare connessioni e momenti di scambio: quello dello Sprar non è assistenzialismo, ma un progetto volto all'autonomia della persona e all'accoglienza emancipante”.

Fulimeni ne approfitta poi per difendere il modello di integrazione dello Sprar, “un progetto senza eguali in Europa – spiega – la cui titolarità è dei Comuni e i cui fondi, che incidono appena per uno 0,2% del Pil, arrivano interamente dal Fondo nazionale per le politiche dell'asilo, senza pesare quindi sulle casse locali. Lo Sprar, quindi, non sottrae nulla, casomai aggiunge”.

“Rispetto a chi chiude i porti, la nostra scuola apre le porte ai migranti – osserva Giuseppe Buondonno, docente del Preziotti-Licini -. I progetti Sprar sono una straordinaria risorsa di integrazione e conoscenza ed è molto grave che si pensi di dimezzare i contributi a livello nazionale: ciò vorrebbe dire tagliare le gambe a chi cerca di risolvere i problemi”.

 

Le celebrazioni per la Festa del Rifugiato vedranno infine anche due appendici nel mese di luglio: una cerimonia al Girfalco il prossimo 5 luglio, nel giorno del secondo anniversario della morte di Emmanuel Chidi Namdi, e un altro evento ancora da calendarizzare che si terrà in Via Properzi a Porto San Giorgio, nel tratto antistante alla sede del progetto Human Right, alla presenza anche di un membro dell'UNHCR (l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati): si tratta di una sorta di cena-incontro aperta a tutta la cittadinanza.

 

Giornata_mondiale_del_rifugiato_programma

 

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Data pubblicazione : 15/06/2018 15:55
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • corrado

    16-06-2018 13:05 - #1
    E quelle centinaia, solo nel fermano, di rifugiati-migranti- poveracci che stanno tutto il giorno davanti ai supermercati, ai negozi, alle chiese, nei parcheggi , sulla spiaggia a mendicare, li vogliamo aiutare in qualche modo ? O li lasciamo lì, anzi, incrementiamo la tratta, come quella delle donne costrette a prostituirsi e quella dei bambini che non si sa che fine fanno ? Evidentemente, per loro, non basta una festa, ci vorrebbe un lavoro , invece vengono mantenuti per qualche mese, poi, basta guardarsi attorno, in maggioranza finiscono sulla strada a chiedere l'elemosina, quando va bene.
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