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Stefano Accorsi porta a Fermo la sua versione del Decamerone. Appuntamento giovedì e venerdì al Teatro dell'Aquila

Stefano Accorsi giunge al Teatro dell’Aquila di Fermo giovedì 29 e venerdì 30 marzo con "Decamerone. Vizi, virtù, passioni", liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio e diretto da Marco Baliani. Lo spettacolo, proposto nella stagione teatrale promossa dal Comune di Fermo con l’AMAT,  sostituisce "La favola del principe che non sapeva amare", della quale è stata annullata la produzione.

Stefano Accorsi porta a Fermo la sua versione del Decamerone. Appuntamento giovedì e venerdì al Teatro dell'Aquila

Lo spettacolo fa parte del Progetto Grandi Italiani (Ariosto - Orlando Furioso, Boccaccio - Decameron, Basile - Lo cunto de li cunti) di Marco Baliani, Stefano Accorsi, Marco Balsamo. “Portare in teatro la lingua di tre grandi italiani, Ariosto, Boccaccio e per ultimo il Basile, sfidando la complessità delle loro opere per scoprire quanto ancora possiamo nutrirci delle loro invenzioni, dei loro azzardi, delle loro intuizioni. E per mostrare, con l’arte della scena, che la bellezza delle loro creazioni è un tesoro inestinguibile, legato a doppio filo a quell’altra beltà rappresentata dal nostro paesaggio italiano e dalle nostre opere d’arte”, affermano Baliani, Accorsi e Balsamo.

 

“Le storie servono a rendere il mondo meno terribile – scrive Marco Baliani nelle note di regia - a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo. Le storie servono ad allontanare per un po' di tempo l’alito della morte. Finché si racconta e c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui o lei che racconta e noi che ascoltiamo. Per questo nel Decamerone ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si comincia a raccontare. La città è appestata, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori erotici, furiosi, storie grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la morte là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perché oggi ad essere appestato è il nostro vivere civile. Percepiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti per ricordare che possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un’altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera con la quale la peste ci avvilisce. Per raccontarci storie che ci rendano più aperti alla possibilità di altre esistenze, fuori da questo reality in cui ci ritroviamo a recitare come partecipanti di un globale Grande Fratello. Perché anche se le storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo, mostrano poi, sotto sotto, il mistero della vita stessa o quell’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza. Potremmo così scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall’appestamento dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze, riconoscerle e riderci sopra, magari digrignando i denti”.

 

Lo spettacolo è prodotto da Nuovo Teatro, diretto da Marco Balsamo. Accanto a Stefano Accorsi in scena ci sono Silvia Ajelli, Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu. L’adattamento teatrale è di Marco Baliani, la drammaturgia di Maria Maglietta, scene e costumi di Carlo Sala, disegno luci di Luca Barbati.

 

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Data pubblicazione : 26/03/2018 12:40
Scritto da : Redazione
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