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REPORTAGE. Grande successo per il concerto di Javier Girotto, Pablo Corradini e la L.A.J. BIG BAND, diretti dal Maestro Roberto Gazzani. Guarda le foto

Si conclude il festival musicale del Jazz & Wine per la sua edizione autunnale del 2017. Dopo i successi dei precedenti appuntamenti tra il 12 e 14 ottobre, che hanno visto affacciarsi sulla scena musicale marchigiana jazzisti e band esordienti e non solo, l'ultimo appuntamento vede un grande ospite dalla fama intercontinentale: Javier Girotto. Il festival è stato organizzato e curato da esperti di musica come Davide Luparello e Ludovico Peroni, patrocinato e coadiuvato dal Comune di Fermo e dall'Assesorato alla cultura.

Questo ultimo appuntamento comunque lo dobbiamo grazie all'impegno di Pablo Corradini, argentino di nascita e fermano di origini e adozione, che si è speso affinchè la sua collaborazione artistico - musicale con Javier Girotto andasse in scena a Fermo. Registrato il tutto esaurito, il pubblico è rimasto incantato.

REPORTAGE. Grande successo per il concerto di Javier Girotto, Pablo Corradini e la L.A.J. BIG BAND, diretti dal Maestro Roberto Gazzani. Guarda le foto

Javier Girotto, clarinettista prima e sassofonista poi, rappresenta quello è il particolare filone del Latin Jazz. La sua formazione si articola tra la sua città natale, Cordoba, Buenos Aires e l'America, dove compone e suona con alcuni tra i famosi jazzisti della storia.

Ma le sue origini sono italiane, il nonno infatti, al secolo Cardi, origini pugliesi, è stato colui che lo ha avvicinato alla musica, essendo direttore di banda, ed è anche il motivo per cui Javier si è avvicinato all'Italia. Per sbrigare infatti delle vicende burocratiche, così recita la sua biografia, arriva giovanissimo in Italia e si può dire che non la lascia più. Lunghissimi poi i suoi tour e le sue imprese musicali in tutta Europa.

Quel che è certo è che Girotto ha portato nel vecchio continente una ventata di nuova musica, di tradizioni differenti pur sempre inserite in quel magico e trasversale genere che è il Jazz.

Un po' quello che ha fatto, in un più ristretto ambito locale, Pablo Corradini con il bandoneon,  strumento suonato da pochissimi in Italia, che a suon di tango e musiche argentine ha conquistato la scena musicale fermana e non solo.

Ed è proprio grazie ai comuni natali argentini che Pablo Corradini conosce e fa amicizia con Javier Girotto. Sodalizio fortunato che ha dato vita al concerto cui abbiamo assistito domenica dall’emblematico nome di Escenas Argentinas.

 

Il Teatro dell'Aquila si è prestato come location perfetta per accogliere la particolare musica di Girotto. Piena la platea, unico spazio aperto per l'occasione, ma anche qualche palchetto del primo ordine.

La scelta di aprire la platea è stata voluta per creare un'atmosfera più intima tra i pochi spettatori e i musicisti: poco più di 200 posti, tutti prenotati in meno di un mese, e ben 20 elementi sul palco, compreso il magistrale direttore d'orchestra Maestro Roberto Gazzani. La scelta non poteva essere migliore, in quanto le atmosfere sono state da sogno, ma vi è da parte di chi scrive la certezza che se si fosse aperto tutto il teatro alla vendita dei biglietti, si avrebbe avuto un sold-out. Molte le persone rimaste fuori e che non sono potute entrare, e molte quelle provenienti da tutta Italia per sentire un big come Girotto.

 

Ma questo non ha scalfito l'entusiasmo del pubblico, anzi, che ha applaudito e addirittura seguito a tempo quella non immediata musica.

Se infatti ho scritto che il Teatro dell'Aquila è stato ideale per questo concerto, è proprio per l’impatto estetico del luogo che ha accolto la musica che ci è stata presentata domenica: raffinata, elegante, quasi borghese, non orecchiabile a un primo impatto.

 

L’atmosfera evocata dalle musiche di questo concerto è quella di un viaggio in un postale degli anni ’20, lungo le coste del fiume Paranà prima che il suo corso fosse deviato e quando, dopo aver salutato una Posadas senza ancora il suo ski-line, attraversava distese di pianure incontaminate dalla natura sconvolgente.

Quella stessa natura sconvolgente dalle distese infinite cui è stato ispirato il primo brano apertura, Patagonia.

 

Ben 20 elementi sul palco si diceva, si perchè insieme a Pablo Corradini e Girotto, vi era la L.A.J Band, che sta per Libera Accademia del Jazz, un'orchestra di ben 17 elementi.

La forza espressiva e musicale di questa orchestra ha pervaso il Teatro fino al suo ultimo palchetto, colmandone addirittura i vuoti. Notevole anche il gioco di luci che facevano da coreografia alle musiche. Si è anche perfettamente accompagnata ai momenti bilanciati di improvvisazione voluti da Girotto, che grazie alla decennale esperienza ha saputo guidare i musicisti verso la riuscita di un'arte affatto facile.

 

Sax FEDERICO ZOPPI, SENIGALLIESI YLENIA, GIARDINIERI ANASTASIA, MONACI DANIELE, POSTACCHINI MARCO Tromboni CIASCHINI GIANCARLO, TURCHETTI DANIELE, DEL PAPA PAOLO, PIERMARTIRE CARLO Trombe BRUNORI PAOLO, TALACCHIA DANIELE, MAINARDI LORENZO, DAL ROVERE LORENZO Basso CASTRACANI SIMONE Chitarra ZAGAGLIA MARCO Piano TANGHERLINI NICO Batteria DI TULLIO LUCA

 

Ma se speciale è stato questo esperimento musicale è proprio per la tradizione argentina portata nel jazz e nei testi suonati dai due amici: ecco quindi come anche una ninna nanna, Canciòn De Cuna, acquisti una potenza prorompente; dal voler onorare il grande poeta Pablo Neruda, con un brano intitolato proprio La Poesia; Ad Alfonsina, un pezzo della tradizione di Ariel Ramirez al Mi Vejo, il mio vecchio letteralmente, brano dedicato da Girotto al padre dalla nostalgia struggente.

E proprio il bandoneon di Pablo Corradini non ha fatto che amplificare questo retrogusto agrodolce, con le sue tonalità tanghesche e romantiche, tinge i ricordi di seppia, di un tempo passato di cui si ha il rimpianto senza capirne il perchè, immortale, e dalla musica bellissima.

E sono di Pablo infine, due suoi brani originali: A la Deriva, basato sul ritmo folkloristico argentino della Chacarera, e Apaga La Lùz (Spegni la luce), entrambi arrangiati dal Maestro Gazzani.

 

Che dire di questo particolarissimo e unico concerto cui abbiamo assistito? Che speriamo non resti unico.

 

 

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Data pubblicazione : 31/10/2017 10:44
Scritto da : Ophelia Di Antonio, Pablo Corradini
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