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Porto Sant'Elpidio. Antonio Rezza, in scena sabato 11 marzo con "Anelante"

Torna al Teatro delle Api il vulcanico  Antonio Rezza che sabato 11 marzo propone in unica data regionale, lo spettacolo «Anelante», nuovo appuntamento della stagione realizzata da Comune e Fondazione Progetto Città & Cultura con l’AMAT e il sostegno di MiBACT e Regione Marche.

Porto Sant'Elpidio. Antonio Rezza, in scena sabato 11 marzo con

Dissacratorio e surreale come c’è da aspettarsi dal performer romano, ma come sempre travolgente e divertente «Anelante» è ideato da Rezza - e da lui (mai) scritto - con Flavia Mastrella, che è anche autrice dell’”habitat” in cui il plastico Rezza si muove insieme a Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara Perrini, Enzo di Norscia.

Lo spettacolo, apprezzato da pubblico e critica, è stato finalista al Premio Hystrio Twister 2016 ed è prodotto da Rezzamastrella, Fondazione TPE, TSI - La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello. Assistente alla creazione Massimo Camilli.

«In uno spazio privo di volume, il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella» si legge nella presentazione. «Non c’è dialogo per chi si parla sotto. Un matematico scrive a voce alta, un lettore parla mentre legge e non capisce ciò che legge ma solo ciò che dice. Con la saggezza senile l’adolescente, completamente in contrasto col buon senso, sguazza nel recinto circondato dalle cospirazioni. Spia, senza essere visto, personaggi che in piena vita si lasciano trasportare dagli eventi, perdizione e delirio lungo il muro. Il silenzio della morte contro l’oratoria patologica, un contrasto tra rumori, graffi e parole risonanti. Il suono stravolge il rimasuglio di un concetto e lo depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale».

Scrive Rezza: «Ci si piega troppo spesso con l’assurdo dietro, e si fanno i conti dei traumi passati. Così l’essere inferiore cerca conforto nell’impegno civile. E con la morte altrui ritorna l’amor proprio. Tra balli, feste orientali, lutti premeditati ci si libera della solidarietà, pratica aziendale che genera profitto. Anche la cultura con gli occhiali piega il culo. Chi legge un libro è costretto a stare zitto da chi scrive, chi legge compra il suo silenzio, chi compra un libro fomenta e capovolge l’omertà. Ma con la mamma biologica la partita è persa: pelle della sua pelle ma fine della tua». E Mastrella prosegue: «Addio terza dimensione. Esplode il luogo comune, i viventi non si accorgono di essere prigionieri di un monitor, vecchi e giovani, spossati dal desiderio di emergere, ritrovano nel reinventarsi la spietatezza dell’infanzia e la malvagità dell’adulto. L’Anelante vive confinato tra le muraglie, chiuso nel recinto, senza sporgersi, pretende di conoscere il mondo, lo fa per non accorgersi della vuotezza che gli riempie la vita. Disposto a tutto, per sostenere la gerarchia di sempre usa i sistemi virtuali di cui si è impadronito».

 

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Data pubblicazione : 08/03/2017 09:50
Scritto da : Redazione
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